Cuffaro: nuova condanna? I magistrati chiedono dieci anni

Ancora una richiesta di condanna per Totò Cuffaro. L’ex senatore – proprio ieri a Palazzo Madama sono state accettate le sue dimissioni – ed ex governatore della regione Sicilia, da pochi giorni in carcere per la condanna definitiva a sette anni di reclusione poiché ritenuto colpevole di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, rischia di ritrovarsi invischiato in una nuova sentenza.

I magistrati di Palermo hanno un’idea ben precisa: Totò Vasavasa, nel corso degli anni, avrebbe favorito la mafia siciliana con l’intenzione di aiutare l’intera organizzazione criminale. E dunque, per il pm Nino Di Matteo, sarebbe doverosa una condanna a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Le vicende giudiziarie di Cuffaro hanno, nelle scorse due settimane, attraversato una sorta di montagne russe: se il 21 gennaio, veniva data la notizia secondo cui il procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Galati, aveva chiesto ai giudici di togliere l’aggravante dell’agevolazione mafiosa nella sentenza che da lì a poche ore avrebbe riguardato l’ex politico Udc, quattordici giorni dopo, Cuffaro si ritrova già in carcere e con il rischio di una nuova condanna.

Di Matteo, tenendo a sottolineare che la magistratura «non ha alcuno intento persecutorio nei confronti dell’ex senatore», ha dichiarato che «l’attività di infiltrazione di Cosa nostra nella politica ha trovato spazio a un livello istituzionale così alto come quello rappresentato all’epoca da Salvatore Cuffaro».

La nuova sentenza è attesa per il prossimo 16 febbraio, giorno in cui si svolgerà la prossima udienza. Nel frattempo, i difensori di Cuffaro puntano sulla richiesta di “ne bis in idem”, ovvero non potrebbe essere possibile condannare il loro assistito due volte per lo stesso reato.

Intanto per colui che festeggiò nel 2008 con i cannoli per la riduzione, in un primo momento, della condanna a suo carico, il pericolo è che la «prova morale e spirituale» a cui il Padre eterno l’avrebbe sottoposto, possa durare più di quanto non si pensasse.

Simone Olivelli