Fao: “Record dei prezzi alimentari”. Banca mondiale: “Urgente arginarli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:54

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), sono aumentati tutti i prezzi delle materie prime monitorate, tranne quello della carne, stabile rispetto a dicembre. Il picco del mese di gennaio risulta il più alto dal 1990, anno in cui la stessa Fao ha cominciato la rilevazione dell’indice.

“I nuovi dati dimostrano chiaramente che la pressione sui prezzi internazionali degli alimentari è tutt’altro che in via di estinzione”, afferma l’economista Fao Abdolreza Abbasian. “Questi livelli proseguiranno con ogni probabilità anche nei prossimi mesi. I prezzi alti – prosegue – sono una fonte di preoccupazione specialmente per i Paesi a basso reddito e con significativi deficit alimentari e per i cittadini più poveri che consumano gran parte delle loro risorse proprio per l’approvvigionamento di cibo”.

L’indice che misura i prezzi dei cereali, precisano dall’organizzazione, è salito a 245 punti (+3%), il massimo da luglio 2008, quello di oli e grassi ha registrato un incremento del 5,6%, arrivando a 278 punti. L’indice di latte e latticini è salito, invece, del 6,2% rispetto a dicembre a 221 punti, mentre quello dello zucchero ha segnato un +5,4% a 420 punti.

Sulla necessità di agire per contenere la volatilità dei prezzi degli alimentari e delle materie prime è intervenuto il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, intervistato dalla Reuters. “I Paesi del G20 – spiega Zoellick – dovrebbero affrontare con urgenza il problema che sta minacciando i Paesi più poveri e spingendo al rialzo l’inflazione in quelli in via di sviluppo, soprattutto in Asia”. Il rischio, secondo la Banca mondiale, è di riattraversare la stessa crisi già vista nel biennio 2007-2008, quando 870 milioni di persone hanno sofferto la fame o vissuto in condizioni di malnutrizione. “Ci sono differenze rispetto al 2008, – aggiunge Zoellick richiamando sul problema l’attenzione internazionale – ma quello che ci sembra simile è che anche quest’anno sarà estremamente duro per le popolazioni malnutrite”.

Mauro Sedda

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