Mafia, Spatuzza: “Vivo peggio che al 41 bis”

Io mi sono inginocchiato davanti allo Stato e ho chiesto perdono. Devo dire che io giuridicamente ho sbagliato, ed è giusto che lo Stato mi punisca. Moralmente ho agito convinto di fare la scelta più giusta in quella circostanza”. E’ quanto ha dichiarato il ‘superpentito’ Gaspare Spatuzza, oggi nell’udienza del processo sulle stragi del ’93, spiegando le ragioni dell’enorme ritardo nella sua decisione di collaborare con la giustizia. ”Lo Stato,quello che conosco io – ha aggiunto il collaboratore di giustizia al quale l’estate scorsa il ministero degli Interni ha negato lo status di pentito – la protezione non me l’ha fatta mancare. Ma io conduco una vita peggio del 41 bis”.

Spatuzza, ascoltato dai magistrati della Procura di Firenze nel processo che ha come imputato il boss Francesco Taglavia, ha anche chiesto perdono per la strage di via dei Georgofili. Un perdono che però al momento il presidente dell’associazione per i familiari delle vittime, Giovanna Chelli, non ha voluto concedere. “Si rassegni- ha detto la Chelli – solo Dio potrà perdonarlo“.

Raffaele Emiliano