Niente carcere per Calisto Tanzi

Non andrà in carcere Calisto Tanzi, ex-proprietario della Parmalat e coinvolto in uno dei più grandi scandali finanziari di sempre.

La decisione è stata presa dalla Corte di Cassazione (Quinta sezione penale) con una sentenza che ha annullato l’ordinanza del Tribunale del riesame di Milano emessa lo scorso ottobre. Quell’ordinanza aveva stabilito che Tanzi dovesse essere arrestato perché sussisteva un reale pericolo di fuga dopo che l’uomo era stato condannato a 10 anni di reclusione dal Tribunale d’appello. Tanzi è colpevole di aggiotaggio, truffa e falso in bilancio.

L’avvocato di Tanzi, Giampiero Biancolella, è abbastanza soddisfatto. “Bisogna attendere le motivazioni della sentenza”, sostiene il legale, “ma si può ipotizzare che la Corte di Cassazione, applicando un principio stabilito fin dal 2001 dalle sezioni unite penali, abbia ritenuto che gli indizi che potevano suggerire un pericolo di fuga da parte di Tanzi individuati dal Tribunale del Riesame di Milano non fossero congrui o concreti. E’ probabile che la Corte abbia condiviso l’opinione della Corte d’Appello di Milano, che aveva rigettato la richiesta di arresto, ritenendo che non potesse essere considerato un indizio di pericolo di fuga il viaggio che Tanzi fece a Quito, in Ecuador, a dicembre del 2003, anche perché quella volta Tanzi rientrò in Italia in una situazione in cui era altamente prevedibile l’arresto, come poi accadde”.

L’avvocato si sofferma anche sulla maniera in cui è stata accolta la notizia della non carcerazione dallo stesso Tanzi. Biancolella racconta che l’uomo “era in casa con la moglie”. “Penso”, aggiunge “sia stata versata anche qualche piccola lacrima. C’era molta preoccupazione, date le sue condizioni di salute, per una eventuale detenzione”.

Nello scorso maggio i tribunali italiani avevano deciso che l’ex proprietario di Parmalat dovesse risarcire un totale di circa 100 milioni di euro a tutte le famiglie che avevano investito soldi nella società, della quale non era stato deliberatamente reso noto il già avvenuto fallimento.

Il terzo grado di giudizio, definitivo, sulla vicenda di Tanzi è atteso per giugno. Sarà la Corte di Cassazione a emettere una sentenza inappellabile nei confronti dell’ex patron di Parmalat.

Gianluca Bartalucci