Papa Ratzinger era iscritto come donatore di organi, ma da quando è diventato Papa il suo nome è stato depennato.

Una lettera del Segretario personale di Benedetto XVI, don Georg Gaenswein, mette a tacere le indiscrezioni e le dispute apparse sulla stampa tedesca, precisando: dall’elezione al pontificio, l’iscrizione ai donatori di organi di Joseph Ratzinger non è più valida.

L’occasione della smentita è stata fornita da un medico cattolico tedesco che, in Germania, incentivava la donazione di organi parlando proprio dell’iscrizione del Papa, a scopo quasi pubblicitario.

La sezione tedesca di Radio Vaticana lancia la notizia. La missiva è stata inviata al dottor Gero Winkelmann, medico di Unterhaching, vicino Monaco di Baviera.

“Se è vero che il Papa possiede una carta di donazione di organi è vero anche, contrariamente ad alcune affermazione pubbliche, che con l’elezione del card. Ratzinger a capo della chiesa cattolica, ipso facto essa è decaduta”, spiega il mons. Georg Gaenswein.

Lo stesso Benedetto XVI aveva raccontato, nel 1999, l’importanza di donare gli organi e aveva annunciato la decisione di essere donatore: “Donare gli organi per i trapianti, spontaneamente, in piena coscienza e in piena consapevolezza, significa dar vita ad un vero, profondo atto d’amore verso il prossimo”. Quasi dieci anni dopo, nel 2008, riceveva, poi, i partecipanti a un congresso internazionale sui trapianti dichiarando: “La donazione è una forma peculiare di testimonianza della carità. Deve essere gratuita, volontaria e rispettosa della salute e della dignità del donatore. In un periodo come il nostro, spesso segnato da diverse forme di egoismo diventa sempre più urgente comprendere quanto sia determinante per una corretta concezione della vita entrare nella logica della gratuità”.

C’è da precisare, infine, che Joseph Ratzinger non sarà più capace di donare i suoi organi a causa di un veto posto dalla dottrina della Chiesa Cattolica: alla morte di Benedetto XVI, il corpo deve essere sepolto integro.

Carmine Della Pia