Rubygate: la Camera restituisce gli atti ai pm, 315 voti favorevoli


Con 315 voti favorevoli, la Camera approva il parere della giunta in merito alla restituzione degli atti con cui la procura di Milano chiedeva di perquisire l’ufficio di Giuseppe Spinelli. L’amministratore privato di Silvio Berlusconi, coinvolto a vario titolo nello scandalo Ruby, non rischia alcuna irruzione: 315 deputati, uno in più rispetto al voto di fiducia del 14 dicembre, sono favorevoli alla restituzione, 298 contrari e uno astenuto.

Più tardi si verrà a sapere che quest’ultimo altri non è che il deputato di Fli, Luca Barbareschi, già finito in un vortice di polemiche e voci di corridoio su un suo possibile ritorno al Pdl.

Il ministro per la Difesa, Ignazio La Russa, ha così commentato la decisione: “Ogni volta che provano a dare una spallata, sbattono al muro e si fanno pure male”.

I deputati Pdl sostengono il premier, il quale sarebbe caduto nella trappola della marocchina diciassettenne: credeva sul serio che si trattasse della nipote di Mubarak.

L’opposizione, invece, si scalda sull’argomento. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, si dice realmente preoccupato: “Berlusconi obbliga il Parlamento ad occuparsi dei fatti suoi, anziché del Paese. Siamo alle tecniche di sopravvivenza. Mentre si discuteva e si votava avevo un solo pensiero, l’umiliazione di un paese che, con quello che succede in Egitto, vota su questa roba”.

Il capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, chiosa sull’argomento mettendo in serio dubbio la circostanza per la quale Silvio Berlusconi favorì il rilascio di Ruby: “La tesi della presunta parentela di Ruby con il presidente Mubarak è risibile e inverosimile perché Berlusconi non agì per salvaguardare il prestigio internazionale dell’Italia, ma per bassi interessi personali. Aveva paura che la giovane minorenne potesse raccontare in Questura delle sue partecipazioni alle serate nella villa San Martino di Arcore. Altro che funzioni istituzionali“.

Carmine Della Pia