Spese Rai: Masi scagiona Minzolini, ma l’Usigrai chiede l’intervento della magistratura

“Vogliamo una chiarezza fatta da chi è terzo e indipendente. Crediamo che la magistratura possa procedere di ufficio per dire a noi e a tutti i cittadini se siano stati commessi reati. Immaginiamo possa eventualmente sanzionare anche chi aveva il dovere di vigilare e non lo ha fatto”. Il segretario dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti della tv pubblica), Carlo Verna, proprio non ci sta ad archiviare l’oscura vicenda delle spese del direttore del Tg1 Augusto Minzolini – 86mila euro in poco più di un anno con la carta di credito della Rai che aveva in uso – chiusa, invece, dal dg della Rai Mauro Masi per “mancanza di violazioni”.

“Incredibile a dirsi – tuona Verna – siamo oltre le figuracce in diretta telefonica. La lettura dei giornali sulle questioni della Rai di Masi è sempre stupefacente. I numeri di protocollo indicati e relativi ai carteggi interni ci risparmiano anche il condizionale. Le super spese di Minzolini una sorta di benefit compensativo? La Rai le ha trattate così anche dal punto di vista fiscale e previdenziale, pagando il dovuto ad erario e Inpgi? Che traccia di tale benefit c’è nel bilancio Rai? Fatti e giustificazioni sono uno schiaffo a tutti i dipendenti cui è stata chiesta austerity, addirittura con una circolare con cui si limitano le trasferte. Noi dell’Usigrai – conclude il segretario – non ce lo terremo”.

Voci di protesta si levano anche dall’opposizione parlamentare, che per bocca del dipietrista Francesco Pardi accusa: “Masi addurrebbe ragioni di segretezza per non motivare i viaggi che il direttore Minzolini
ha fatto nei weekend a Cannes, Ischia, Capri, Positano, Cortina, Taormina, Marrakech , Praga, Istanbul, Dubai, Madonna di Campiglio. Certo
– ha aggiunto con ironia il senatore Idv – non si doveva trattare di grandi scoop, visto che gli ascolti del tg1 sono un’emorragia continua“. Masi venga a riferire immediatamente in commissione Vigilanza Rai, chiede Pardi, secondo il quale “l’ironia del Direttore Generale ha raggiunto vette stellari: come si può giustificare il denaro sperperato da Minzolini come ‘benefit compensativi’? E se fosse, perché nessun altro direttore ‘compensa’ e lui sì? E che cosa compensa? E quali altri direttori di rete vanno in missione giornalistica in paradisi vacanzieri proprio nei weekend?”. “Tutto questo è francamente ridicolo, ormai il Direttore Generale si auto-destituisce di ogni autorità e non è quindi adatto a gestire la vita della Rai né tantomeno a proporre le nomine paventate per domani. Va assolutamente evitato – conclude l’esponente dell’Italia dei Valori – che, in previsione del naufragio della maggioranza e della campagna elettorale, si proceda a militarizzare la Rai”.

Duro è anche il commento alla vicenda che giunge dal portavoce di Art21, Giuseppe Giulietti. “Dal momento che per il dg Rai Masi le carte di credito sono un beneficio valido per tutti non avrà difficoltà a passare il rapporto dei suoi ispettori alla Magistratura e alla Corte dei Conti per una valutazione più approfondita”, spiega Giulietti, auspicando che nel frattempo “le autorità competenti pongano fine ad una situazione che sta portando la Rai sulla strada del fallimento etico ed imprenditoriale”.

Raffaele Emiliano