Di Pietro: “Dopo il no del Colle subito alle urne”

Dopo il no di Napolitano al decreto federale, rimandato indietro con la dicitura irricevibile, si alza lo scontro politico tra maggioranza e opposizione.
Dal blog di Antonio di Pietro, leader dell’Idv si legge:
Il Parlamento è stato chiamato a esprimere un voto. E non ha dato parere positivo a un decreto legislativo, quello sul federalismo. Il governo, subito dopo, si è assunto la responsabilità di farlo lo stesso. In uno Stato di diritto, in una democrazia parlamentare, quando il governo fa provvedimenti con forza di legge contro il volere del Parlamento, senza il parere favorevole del Parlamento, siamo o non siamo al golpe?

Il Governo sostiene che non è stato dato un parere. Ma non è vero. E’ stato negato il parere positivo. La norma dice che quel provvedimento doveva avere parere positivo. Non lo ha avuto. E’ stato bocciato. Se si gioca una partita a calcio e tra 1, 2 e X arrivi alla X, non puoi dire che hai vinto e assegnarti i 3 punti.

Adesso, dopo lo stop intimato dal Capo dello Stato al decreto approvato ieri in fretta e furia dal Consiglio dei ministri, abbiamo la prova provata che il Paese si sta avviando verso un pericoloso regime. Se Berlusconi non viene fermato in tempo questo processo sarà irreversibile e peserà come un macigno sul futuro economico, politico, sociale e morale dell’Italia.

E in Parlamento che succede? E’ ormai un mercato delle vacche. La dignità del Parlamento è calpestata. Ci sono stati parlamentari che hanno detto che non bisognava permettere alla Procura di Milano andare avanti con le indagini, perché Berlusconi, quando ha telefonato alla Questura di Milano per Ruby, davvero credeva che si trattasse della nipote di Mubarak.

Secondo loro, dovremmo tutti credere alla storiella che Berlusconi ha fatto quelle telefonate per evitare una crisi internazionale. Questo vuol dire prendere in giro tutti i parlamentari e quando c’è una maggioranza del Parlamento che vota con questa falsa convinzione vuol dire prendere in giro gli italiani. Si può decidere di non dare alla Procura di Milano quella autorizzazione, ma lo si fa assumendosene la responsabilità e dicendo che c’è un fumus persecutionis, anche se non è vero.

Non si può mentire. Non si possono prendere in giro gli italiani, le istituzioni e il Parlamento. Io non mi preoccupo tanto dei parlamentari eletti col centrodestra, ma di quelli che hanno chiesto il voto agli italiani per proporre un’alternativa al governo Berlusconi. Invece ogni giorno in Parlamento aumentano quelli che tradiscono il mandato.

Ci troviamo di fronte a un mercato delle vacche. In Parlamento si sta perdendo la dignità dell’istituzione, perché non si vota più per intima convinzione ma per partito preso e per mantenere la poltrona. In una situazione così e rispetto a queste persone, per il bene del Paese si restituisca subito la parola ai cittadini.

 Matteo Oliviero