Luca Barbareschi, un uomo sull’orlo di una crisi di identità

Lo stato di crisi in cui versa la politica italiana, a qualsiasi livello, è talmente evidente che non meriterebbe alcun ulteriore approfondimento. Ma se c’è una cosa che colpisce, in quest’Italia di inizio millennio e perpetua decadenza, è la capacità di andare sempre più giù. E col cavolo che toccato il fondo si può soltanto risalire: qui l’acqua è torbida e sempre più profonda.

Limite della vergogna che tende a infinito.

Per trovare qualcuno che possa essere assurto a un ruolo esemplare in questa triste pantomima, basterebbe, probabilmente, pescare a casaccio tra i parlamentari che siedono tra Montecitorio e Palazzo Madama. Tuttavia, se ci si munisce di pazienza si possono anche trovare delle chicche da collezione.

Luca Barbareschi è una di queste.

Dopo una lunga gavetta nel mondo della finzione – tra tv, cinema e teatro – è stato dunque assunto a pieno titolo dal mondo della politica.  In questi giorni, il parlamentare eletto nel 2008 tra le fila del Pdl, passato poi a Futuro e Libertà e di recente di nuovo tentennante dopo una cena ad Arcore, dove evidentemente l’atmosfera da Bunga Bunga proietta i propri effetti seduttivi anche a distanza di tempo, è al centro di una polemica riguardo alla possibilità di poter essere la nuova vittima delle lusinghe del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Ma il Luca nato a Montevideo – non è una battuta, ma solo la verità – non presta il fianco alle critiche, anzi se ne burla. Nell’intervista fatta da Luca Bertazzoni e andata in onda ieri sera nel corso della puntata di Annozero, Barbareschi non ha negato di aver ricevuto delle offerte da Berlusconi: «Mi ha detto ‘Dimmi tu cosa ti piacerebbe fare’», aggiungendo di non avere interesse a un posto da sottosegretario e che per lui «è molto difficile tornare sui propri passi».

Barbareschi, che lo scorso dicembre dichiarava «Berlusconi è finito» e che ieri ha sostenuto di essere convinto che sia «giusto riconoscere quello che di buono Berlusconi ha fatto», non nega di aver pensato alle proprie dimissioni da parlamentare e quando gli si ricorda che così facendo farebbe un favore al Premier, poiché a prendere il posto lasciato vacante sarebbe un fedelissimo del Pdl, risponde: «Guardi, non credo che si possa andare avanti a governare con un voto in più o uno in meno».

Ma perché Barbareschi dovrebbe fare questo dietrofront? A che pro?

Gli ingenui pensano alla possibilità di essere stato ammaliato da una canzone sentimentale intonata dal duo Berlusconi – Apicella, in occasione della recente cena, i maliziosi, invece, ribattono dicendo che la fulminazione sulla via di Arcore possa essere giustificata dall’imminente votazione, da parte del cda della Rai, del Piano fiction 2011, che potrebbe vedere l’assegnazione di ben due serie, per un ammontare di 13 milioni di euro, alla casa di produzione “Casanova” .

Chi è il proprietario della Casanova? Un certo Luca Barbareschi.

Ma la risposta dell’attore che ha recitato nella serie televisiva Nebbia e delitti è pronta e decisa: «Non ho mai ricevuto favori dalla Rai».

Se le cose stessero davvero così, Barbareschi, che a fine 2009 dichiarò «la paga da deputato di 23.000 euro lordi al mese, per il mio stile di vita, non mi basta», d’ora in avanti riuscirà più facilmente a sbarcare il lunario.

A spese degli italiani. Ma non importa: in tempo di crisi bisogna aiutarsi.

Il video dell’intervista a Barbareschi, andata in onda ieri sera ad Annozero

Simone Olivelli