Venezia crea un portale per l’Oriente

Quest’anno sembra rappresentare una sorta di vero e proprio boom per il turismo cinese e Venezia, che si appresta a fronteggiare questa ‘invasione’ con la costruzione di una nuova versione del portale turistico ‘//venice’connected’, interamente dedicata ai clienti di lingua cinese, per un’offerta su misura, attenta alle esigenze dei visitatori e alle abitudini orientali.

La firma al protocollo d’intesa tra Comune e Ca’ Foscari per il progetto ‘Veniceconnected-Cina‘ e’ avvenuta in questi giorni presso Ca’ Farsetti e prende spunto dal rapporto annuale dell’Accademia cinese del turismo. Un report dove si sostiene che quest’anno saranno ben 57 milioni i cinesi che trascorreranno le vacanze all’estero, spendendo una cosa come 50 miliardi di euro. Entro il 2015 si calcola che si recheranno all’estero tra i 100 e i 130 milioni di cinesi, i quali spenderanno oltre 110 miliardi di euro.
Venezia e’ in Italia la meta piu’ ambita dal turismo orientale.

‘Anche noi – ha commentato l’assessore comunale al Turismo, Roberto Panciera – siamo stati sorpresi, avendo riscontato che i dati 2010 sulla Cina, relativi a Venezia, non sono solo prospetticamente interessanti, rappresentando gia’ ora una realta’ importante non solo come trend, ma prima ancora in valori assoluti. In particolare, evidenzio la crescita del 135%, nel 2010 rispetto al 2009, degli acquisti tax free a Venezia da parte di clienti provenienti dalla Cina: un 17% del totale che li pone al secondo posto dietro ai Russi e davanti agli Americani’.

In collaborazione con il Dipartimento studi sull’Asia orientale di Ca’ Foscari verranno analizzate le usanze dei turisti cinesi, studiando percorsi particolari, anche in considerazione del fatto che amano i viaggi predefiniti. ‘Venezia – ha proseguito Panciera – ha capito per prima le potenzialita’ e la tipicita’ del mercato turistico cinese. Il passo odierno e’ l’esito quasi naturale della missione economica che il nostro Comune ha fatto in Cina, precorrendo il fenomeno sul palcoscenico mondiale. Ma l’Italia, ad oggi, intercetta solo una parte dei potenziali flussi dalla Cina, sostituita in questo da Germania, Francia e Svizzera come loro porta d’accesso in Europa’. Si prevede che la prima versione del portale sara’ pronta tra circa sei-sette mesi.

Alice Sommacal