Confessarsi con iPhone e iPad. La nuova applicazione per chiedere perdono per i peccati

Volete confessare tutti i vostri peccati a un prete ma non avete voglia/tempo di andare in chiesa? Avete sempre avuto timore di confessarvi ad un prete?

Bene. Se possedete un iPhone o un iPad potete chiedere perdono per i vostri peccati attraverso i due gioielli della Apple. No, non è uno scherzo. E’ la prima applicazione che prevede una confessione digitale e che ha ricevuto negli Stati Uniti la benedizione della Chiesa.

Si chiama Confession: a Roman Catholic App ed è stata sviluppata da alcuni tecnici della LittleiApps, azienda americana che si autodefinisce «di ispirazione cattolica-romana» e che grazie alla nuova applicazione per iPhone e iPad vuole dare un aiuto a tutti «coloro che praticano già il Sacramento e a tutti quelli che intendono tornare a farlo».

Confession è una specie di esame di coscienza personalizzato e protetto da una password, basato su alcune caratteristiche dell’utente: età, sesso, la vocazione e il tempo trascorso dall’ultima confessione espresso in giorni, settimane, mesi o anni. Ma come tutto, anche l’applicazione ha un prezzo: un dollaro e novantanove centesimi dovranno essere sborsati per scaricarla. Ma per un figlio prodigo che ritorna, cosa saranno mai!

La società che ha creato l’applicazione, nel suo comunicato stampa, fa riferimento anche al Papa citando il recente messaggio espresso durante la 45esima Giornata mondiale delle comunicazioni, in cui Benedetto XVI ha parlato in maniera positva dei new media, solo se utilizzati bene <<I nuovi media, se usati saggiamente possono contribuire a soddisfare il desiderio di significati, verità e unità, che restano la più profonda aspirazione di ogni essere umano>>.

Monsignor Gianfranco Girotti, reggente della Penintenzieria vaticana ha dichiarato <<In questi anni le confessioni hanno avuto un calo. Questo nuovo strumento può aiutare ad avere un approccio migliore al sacramento della confessione soprattutto per chi se ne era allontanato, per riscoprirlo ed amarlo. Ma è chiaro che non può essere un sostituto del sacramento e non può valere come assoluzione. L’assoluzione infatti – ha concluso monsignor Girotti – è l’elemento essenziale della confessione sacramentale>>.

Daniela Ciranni