Dimettiti, la manifestazione. Berlusconi: “Non vanno presi sul serio”


Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha bollato la manifestazione tenutasi al Palasharp di Milano come poco seria.

Erano in quasi diecimila a chiedere al premier le dimissioni: l’iniziativa, chiamata proprio Dimettiti, organizzata da Libertà e Giustizia, aveva lo scopo di denunciare “l’imbarbarimento prodotto dalla politica e dalla cultura di Berlusconi”, oltre a “gridare basta allo smantellamento dello Stato”.

I commenti dalla maggioranza sono arrivati ben presto.

Finita la manifestazione, il premier ha spiegato che i quasi diecimila “non vanno presi sul serio“, mentre Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, ha affermato: “A Milano c’è l’ultima manifestazione del fascismo di sinistra”.

Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, si dice preoccupato: “Personaggi posseduti da odio e livore, da una pulsione ad abbattere il nemico, a umiliare chi è diverso da loro. Viene il dubbio che possano sognare una nuova Piazzale Loreto”.

Tra i tantissimi interventi alla manifestazione, si segnala quello dello scrittore Umberto Eco: “Abbiamo chiesto l’estradizione di Cesare Battisti perché questa potesse difende la legittimità della magistratura, ma quando accusano lui, allora non si può. Questa è schizofrenia, è dimenticare venerdì cosa si è detto giovedì”. Un riferimento anche all’attuale situazione in Egitto e alla telefonata con cui il premier chiedeva a Nicole Minetti, ex igienista dentale e attuale consigliere regionale, di prelevare Ruby dalla questura: “Credevamo che il nostro presidente del Consiglio avesse in comune con Mubarak la nipote invece ha anche un altro vizietto, quello di non voler dimissionare”.

Con Roberto Saviano, Gustavo Zagrebelsky, Susanna Camusso, le sorelle Biagi, Gad Lerner e tanti altri, sul palco anche un ragazzino di tredici anni: “Comincio a interessarmi di politica e mi pongo un sacco di domande. Spero che con un nuovo governo ci siano più risposte. Perché Berlusconi si fa i comodi suoi mentre c’è gente povera e giovani che non trovano lavoro? Perché si parla della scuola solo per tagliarne i costi? Perché c’è tanta mancanza di lavoro?”.

foto: ROBERTO MONALDO/LAPRESSE

Carmine Della Pia