Elisa e Vanessa cercavano droga su Facebook?

Di cosa parla Vanessa Coltrioli, l’amica della venticinquenne perugina, Elisa Benedetti, ritrovata morta lunedì scorso in circostanze misteriose, nel suo ultimo messaggio su Facebook, pubblicato due giorni prima della tragedia?

Può essere in quelle parole apparentemente ermetiche la chiave di volta di un caso ancora imbrigliato tra dubbi e non detti?

Archiviato il momento del dolore ufficiale e socialmente condiviso, con la celebrazione ieri del funerale di Elisa che ha visto diversi momenti toccanti – le lettere di addio del fratello, Andrea, la tristezza dell’amica Alice, la canzone di Ramazzotti a cui la ragazza era legata -, le indagini, su una vicenda che sembra non volerne sapere di allontanarsi dall’abusata etichetta di giallo, continuano.

Nonostante gli esami autoptici abbiano stabilito che la causa del decesso della giovane sia stato un arresto cardiaco dovuto all’ipotermia, gli inquirenti rimangono sul campo per cercare di capire se la ragazza fosse sotto l’effetto di stupefacenti al momento dell’allontanamento solitario.

In questi giorni, a colpire, non solo la famiglia Benedetti ma tutti coloro che stanno seguendo il caso, è stato il silenzio dell’amica Vanessa.

La ragazza, sconvolta comprensibilmente dalla tragedia, sembrerebbe aver fornito agli investigatori una versione dei fatti non ritenuta totalmente attendibile. Le sue parole si sono sovrapposte a quelle di chi dice di aver visto Elisa quella sera. Imprecisioni, ricordi sfocati dallo shock o altro?

Negli scorsi giorni Newnotizie ha dato notizia della presenza di uno strano messaggio che Vanessa aveva pubblicato sul proprio profilo di Facebook, frase a cui Elisa, ancora ignara di ciò che da lì a poco le avrebbe riservato il destino, pose il tipico mi piace simbolo del social network ideato dall’americano Mark Zuckerberg.

Giovedì 27 gennaio, alle ore 11.39, Vanessa scrisse: «Alla cortese attenzione signor m….s sii più buono… e appena torni con novità contattaci… astenersi perditempo e tahilandesi… grazie!».

In un primo momento, la nostra redazione riportò erroneamente il riferimento a un enigmatico “sign. M..”, ipotizzando che dietro a quell’iniziale ci potesse essere il famigerato Matteo, che Elisa avrebbe detto di dover incontrare poco prima di sparire la notte di sabato scorso.

Andando a ricontrollare il messaggio di stato sul social network, ci si accorge, invece, che in esso si parla di qualcuno che avrebbe la lettera “m” come iniziale del nome e la “s” come finale. Un errore di battitura o un nome straniero?

Premettendo che rimaniamo nel campo delle pure ipotesi, e nel nostro articolo non vi è alcuna volontà di trovare colpevoli a tutti i costi, abbiamo scoperto che tra gli amici su Facebook di Vanessa risulta un solo ragazzo che ha nel proprio nome quell’iniziale e quella finale. E’ un tale Marius, di origine rumena.

Nel profilo del giovane, poco più che maggiorenne, anche alcuni riferimenti a sostanze stupefacenti: qualche link rimanda anche a droghe sintetiche. Ovvero, la stessa tipologia di sostanza che Elisa avrebbe forse assunto durante la serata in cui si è persa.

Probabilmente solo una coincidenza, questo Marius non è di certo l’unico a essere incuriosito da questi prodotti che promettono emozioni uniche, tuttavia quel riferimento di Vanessa a “thailandesi” potrebbe essere stato fatto non indirizzandolo a persone ma a una droga ben precisa: sul mercato esistono delle pasticche, simili a quelle in cui si presenta l’ecstasy, che sono identificate appunto come “thai”.

Che Elisa e la sua amica, dopo essere rimaste deluse dalle “thailandesi”, aspettassero delle droghe più efficaci?

Simone Olivelli