Farefuturo: La Destra al governo? Alla faccia della volontà popolare

Negli ultimi tempi la volontà popolare è più tornata nelle menti dei politici, soprattutto del Pdl, che accusa i giudici di voler sovvertire la volontà popolare portando Berlusconi in giudizio.
Ora, alla faccia della volontà popolare Berlusconi apre alla Destra e in particolare al partito di Storace, che candidò la Santanchè come presidente del Consiglio al grido di donne non votate Berlusconi, lui ci vede solo in posizione orizzontale.
Dopo la batosta elettorale, la Destra non va in parlamento non superando la soglia del 4% prevista, la Santanchè ha pensato bene di lasciare la Destra perandare con Silvio, divenendo oggi una delle eroine del Pdl, sempre pronta a battersi in difesa di Silvio.

Dell’apertura del premier parla FareFuturo, .
In fondo, basta mettersi d’accordo sulle parole. Anche perché, se per Berlusconi e Storace la ‘destra’ e’ quella che si vende per uno strapuntino e chiude gli occhi davanti a chi mette a rischio l’interesse nazionale, pazienza. Per tutti gli altri, e non solo per chi e’ di ‘destra, quella parola significa tutt’altro.

Quel partitino che candidò a premier (con sense of humour) Daniela Santanche’, e rimase fuori dal Parlamento per volere del popolo sovrano, ora avrà  un suo esponente tra i banchi del governo (alla faccia della volontà popolare, per inciso)”. E allora, prosegue l’articolo, ”pare già di sentirli, gli slogan della campagna elettorale: la destra leale, la destra vera, la destra che non tradisce. Come se per davvero -e come sembra credere Berlusconi la politica fosse un supermarket e bastasse appiccicarsi addosso un’etichetta, per essere e per rappresentare qualcosa. Come se la destra italiana fosse allergica al flusso della storia, chiusa e arcaica, xenofoba per missione e minoritaria per natura, tanto da aver sempre bisogno di un ‘padrone’ o di uno sdoganatore.

Come se, continua Ffwebmagazine, la destra italiana potesse riassumersi tutta nel rabbioso movimentuccio dell’ex governatore del Lazio e potesse limitarsi alla folkloristica rievocazione nostalgica a base di saluti romani, faccia cattiva e petto in fuori. Ma soprattutto, come se la vera destra italiana – pur tra mille errori – non fosse sempre stata attenta custode di valori come il senso dello Stato, il rispetto delle istituzioni, l’amor di patria, l’etica pubblica, il decoro, la dignità, la sobrietà dei comportamenti.

Matteo Oliviero