Fli, scintille tra Fini e Barbareschi

L’aria si fa sempre più tesa negli uffici di Fli, dove il presidente della Camera, Gianfranco Fini, deve battagliare con i malumori espressi da molti futuristi. L’uomo del momento è sicuramente Luca Barbareschi, l’attore prestato alla politica impegnato a mantenere i riflettori puntati su di sé dopo la sua visita alla villa di Arcore, alla corte di Silvio Berlusconi.

Un tete a tete che ha fatto parlare tutti e spinto i più maliziosi a pensare che tra i due si sia consumato un fitto mercanteggiamento teso a danneggiare Gianfranco Fini. Per ora Barbareschi consegna ai quattro venti la promessa che non lascerà Fli, ma non nega l’esistenza di malumori causati da alcune recenti posizioni dei finiani “sdraiati” sui dettami terzopolisti (con Pier Ferdinando Casini sempre più lanciato per la leadership del laboratorio politico creato con Rutelli e Fini).

L’ultimo colpo di scena è andato in onda ieri, nel corso della riunione convocata dai futuristi per fare il punto sull’assemblea costituente del partito che si svolgerà la prossima settimana. Sul tavolo questioni quanto mai delicate come l’assegnazione degli incarichi e la definizione dei programma. In questo contesto già carico di tensione e di aspettative, è stato il solito Luca Barbareschi ad elettrizzare l’aria con la sua richiesta di guidare la commisione Cultura dell’assemblea.

La risposta del leader Gianfranco Fini è stata tranchant: “In questa fase – gli ha detto – non posso davvero affidarti nulla“.  Un “niet” che ha fatto innervosire oltremodo il deputato di Fli, il quale è andato in escandescenze: “Voi non mi meritate – avrebbe urlato questo è un partito di oligarchi!”.

Tanto quanto basta per far infuriare  Fini, il quale ha replicato passando all’affondo personale: “Come ti ho detto in privato – ha tuonato rivolgendosi a Barbareschi – te lo ripeto in pubblico: ci sono attori e pagliacci. I pagliacci non fanno sempre ridere, anzi a volte – ha concluso – fanno anche piangere“.

Un siparietto reso ancora più gustoso dal lancio di penne intercorso tra i due litiganti, a testimonianza del palpabile nervosismo all’interno del partito. Una scena da “isteria” politica destinata ad alimentare le critiche dei tanti detrattori di Fli, impegnati a intonare il countdown per il movimento animato dal presidente della Camera.

A buttare acqua sul fuoco sono invece i tanti sodali di Fini, i quali minimizzano sull’incidente: “Si sono sentiti e chiariti – hanno detto riferendosi ai duellanti  – Barbareschi non se ne va“. E ancora: “Che si discuta tra di noi è un bene – ha notato Benedetto Della Vedova – siamo un partito vivo. Sarei preoccupato del contrario”.

“E’ possibile che in assemblea si assista a un confronto dialettico tra chi è anti-berlusconiano e chi a-berlusconiano – ha aggiunto Carmelo Briguglio –  ma da questo partito non se ne va nessuno“.

Rassicurazioni volte ad allontanare i rumors sui numerosi mal di pancia riscontrati all’interno di Fli. Dove in molti, ad esempio, starebbero consegnando a Gianfranco Fini le loro resistenze sull’intesa cementata con Rutelli e Casini che potrebbe portare a un avvicinamento (non gradito) al centrosinistra. “Nessuno di noi lo vuole – ha assicurato Adolfo Urso – Ormai è chiaro che al voto non si va, avremo il tempo per costruire un centrodestra alternativo all’attuale”.

Maria Saporito