L’ultima seduzione di Berlusconi: Francesco Storace

«Caro Silvio […] accogli questo messaggio come ennesima prova della nostra amicizia e della nostra lealtà».

Questo l’inizio e la conclusione della lettera con cui il leader de La Destra, Francesco Storace,  ha risposto agli ammiccamenti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Stamane, per mezzo di un’altra missiva, il premier aveva reso noto il proprio desiderio di avere un esponente de La Destra all’interno di una nuova possibile squadra di governo.

Il rapporto tra i due sembra un po’ come quando, volendoci abbandonare alla nostalgia, a scuola si ricevevano, in sgualciti fogli di quaderno stappati alla meno peggio, richieste di fidanzamento con la celeberrima formula: «Ti vuoi metter con me?».

A corredo del quesito, vi erano anche le opzioni da scegliere con tanto di quadratino dove apporre la propria crocetta: o no. A quei tempi esisteva anche la possibilità di scegliere forse, ma oggi in tempo di bipolarismo bisogna essere decisi. Poi con i tempi che corrono, ogni piccolo tentennamento potrebbe risultare fatale.

E a quanto pare, la capacità seduttiva di Berlusconi non conosce confine: dalla ragazzina minorenne ai politici maturi e con le spalle larghe.

E se nel caso delle donne, le malelingue parlano di soldi dati in cambio di attenzioni e umide generosità, quando si parla di politica, il presidente del Consiglio non ha inibizioni e si mostra sempre altruista, avendo un pensiero per tutti. Specialmente se per tutti si intende chi può trasformarsi in stampella per un governo sempre più barcollante.

Soltanto due giorni fa, Luca Barbareschi, attore prestato alla recita politica non aveva esitato a rivelare che Berlusconi gli avrebbe detto: «Dimmi tu cosa ti piacerebbe fare…», il tutto con l’intento di riaverlo all’interno del Pdl.

Nel caso di Storace, però, non si tratta di figliol prodighi.

E’ tutto più lineare: si tratta di alleanze politiche, di condivisione di progetti comuni, di orizzonti che uniscono. Beh, anche di un posticino tra i banchi del governo, quello sì, ma cosa volete che sia?

Il Bunga Bunga lo si riserva per ben altre cose, che pensate.

Ritornando alla nostalgia, sono ormai andati i tempi in cui si giocava a ballare in coppia e nel momento in cui la musica smetteva, bisognava andare di corsa a occupare una sedia, prima che tutte fossero occupate e, rimanendo in piedi, si venisse eliminati dal gioco.

Corri, Francesco, corri.

Simone Olivelli