Timbravano e uscivano a fare spese. Gdf indaga in Veneto

La piaga dell’assenteismo non riguarda più solo il meridione, ma anche il nord, più in particolare il Veneto.
Indaga la magistratura, su 115 dipendenti, 98 erano a fare la spesa o piccole commissioni, o bollette da pagare, un caffè, una visita medica, chissà.
Non accadeva raramente, ma troppo spesso.
Tanto che adesso quei 98 sono indagati dalla Guardia di finanza, per truffa ai danni dello Stato, per essersi allontanati un po’ troppo spesso dal loro posto di lavoro. Accade negli uffici della Regione Veneto di Rovigo. Le indagini delle Fiamme gialle, coordinate dal pm Sabrina Duò, sono partite da una segnalazione interna all’inizio del 2010 e sono tuttora in corso.

Al vaglio degli investigatori ci sono 170 ore di filmati che mostrano gli spostamenti dei dipendenti dentro e fuori dagli uffici. Dopo aver individuato le persone che più spesso si sono allontanate dal loro posto di lavoro, gli investigatori dovranno accertarne il motivo, per ogni occasione. Nel caso in cui le assenze siano state organizzate e sistematiche – se, ad esempio, una persona, prima di uscire, marcava il cartellino affidandolo a un collega che restava in ufficio – gli interessati rischierebbero anche un’accusa per associazione a delinquere.

Le indagini potrebbero chiudersi già entro le prossime settimane. La Guardia di finanza ha infatti vagliato quasi tutto il materiale raccolto nei mesi passati. Oltre ai filmati, relativi agli spostamenti dei dipendenti all’esterno della sede, sono sotto esame degli investigatori anche altri documenti: tabulati meccanografici, badge magnetici, ordini per le missioni o gli incarichi esterni oltre, naturalmente, ai permessi temporanei. Tutto il materiale era stato richiesto nei mesi scorsi dalla procura alla Regione del Veneto ed era stato acquisito con la piena collaborazione dei dirigenti e dell’amministrazione regionale.

Quando le Fiamme gialle avranno completato l’analisi di tutto il materiale, il magistrato potrà fare il punto dell’inchiesta. E sarà possibile capire quante, delle persone coinvolte negli accertamenti, verranno chiamate a rispondere di eventuali irregolarità.

Matteo Oliviero