Tutto esaurito al Palasharp di Milano al grido di “Berlusconi dimettiti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:28

C’era grande attesa e i risultati sperati sono stati subito raggiunti.
Alle 14,30 migliaia di persone si sono recate a Milano al PalaSharp per prendere parte alla manifestazione “Dimettiti – Per un’Italia libera e giusta“, organizzata dal movimento Libertà & Giustizia, per chiedere un passo indietro al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo lo scandalo del cosiddetto “Rubygate“.

Grandi ospiti, grande pubblico, sala strapiena con centinaia di persone rimaste fuori in attesa di entrare.
Noi siamo come tutti gli altri, ma siamo l’Italia più informata e dobbiamo informare gli altri , ha detto nel suo intervento Sandra Bonsanti  e vogliamo informare gli altri. Quello che accade ora, ha detto, non è il fascismo ma questo è un regime, è insidioso perché distrugge la dignità delle donne e dell’uomo e dei lavoratori. Noi vogliamo dire basta a questo moderno dittatore e faremo crescere insieme quest’onda per l’informazione, spontanea e generosa, e intanto stringiamoci intorno alla nostra Costituzione, ai magistrati, a scrittori come Saviano che tutti i giorni rischiano la loro vita e alle forze dell’ordine che lo aiutano a poter parlare.

Hanno poi preso la parola altri ospiti, da Zagrebelsky Lerner, il candidato del Pd a sindaco di Milano Pisapia, Camusso, Paul Ginsborg, perfino l’ex presidente della Repubblica Osca Luigi Scalfaro.
Ma una grandissima ovazione è stata destinata all’autore di Gomorra, Roberto Saviano.
Lo scrittore è intervenuto preceduto da una standing ovation.
La nostra democrazia vive in ostaggio -. innanzitutto a causa del voto di scambio: la ferita di vedere persino fare le primarie e perderle. E’ stata l’ennesima dimostrazione che di questo meccanismo non se ne parla mai come fosse un problema del passato. Il voto di scambio compromette la democrazia.

Chiunque si espone criticando le politiche del governo sa che pagherà un prezzo in diffamazione e delegittimazione , osserva Saviano nel suo intervento al PalaSharp .
 E’ la macchina del fango. Ed è un paradosso che l’area politico-culturale che in questi anni ha usato l’estorsione del gossip per controllare i giudizi, le esposizioni pubbliche delle persone, ora proprio quell’area si sente vittima dell’estorsione e del presunto sguardo indiscreto di queste ore.
Dobbiamo smetterla di sentirci una minoranza di persone perbene in un Paese di criminali. Il Paese è perbene, con una minoranza di criminali
.

Sono poi intervenuti Franceschini del Pd, Umberto Eco, Concita De Gregori, direttore dell’Unità.
In sala totalmente assenti bandiere di partito, solo bandiere tricolore.

Matteo Oliviero

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