Berlusconi dà i numeri: Fini avrà solo l’1,6%

Che Silvio Berlusconi avesse un rapporto strano con i numeri, questo lo si sapeva già.

Per chi avesse bisogno di qualche prova, su Youtube circola un video in cui Berlusconi in una visita in una scuola elementare commette una gaffe con le moltiplicazioni. Rivolgendosi ai piccoli alunni, chiede prima quante dita ci siano in una mano, poi quante in due, infine quante in dieci. I bambini rispondono prima cinque, poi dieci e in conclusione cento.

Berlusconi si congratula dicendo: «Bravissimi, rispondono tutti cinquanta. E’ la prima volta che sento la risposta esatta così in fretta».

Peccato, che la risposta corretta sarebbe stata davvero cinquanta.

Ma lasciando da parte gli indovinelli, il presidente del Consiglio, nel corso di questi quasi diciassette anni di carriera politica, si è sempre distinto per essere un appassionato di cifre, specialmente quanto esse compaiono sotto forma di percentuali atte a misurare il grado di consenso proveniente dall’elettorato o come previsioni elettorali.

Ed è così che, anche oggi, Berlusconi non si è lasciato sfuggire l’occasione di dare i numeri.

In un messaggio ai Promotori della libertà il premier, dopo aver identificato il leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini, come colui che ha «inoculato il germe della divisione e ha tradito la maggioranza», si è detto sicuro che la formazione politica guidata dal presidente della Camera, in vista di possibili elezioni anticipate, potrà godere al massimo di un consenso «che gli esperti valutano appena all’1,6%».

Proprio ieri, invece, Fini si era dichiarato pronto ad affrontare l’esame elettorale, perché è l’unica soluzione per un’Italia che sennò rischierebbe di rimanere definitivamente in una situazione di stallo che danneggerebbe tutta la popolazione.

Simone Olivelli