Berlusconi “dimettiti”: la manifestazione di Arcore

Arcore, 6 febbraio. A poche centinaia di metri dalla Villa di Silvio Berlusconi, un folto drappello del “popolo viola” si è riunito per manifestare contro il Premier, o per dirla meglio a favore delle sue dimissioni da Presidente del Consiglio. La manifestazione è il prosieguo ideale del “Dimettiti” di ieri, dove più di diecimila persone si sono riunite al Palasharp di Milano per lo stesso motivo, trainati dagli interventi di intelltuali del calibro di Umberto Eco, e dallo scrittore anti-camorra Roberto Saviano.

Sono le tre di pomeriggio e c’è il sole ad Arcore, un sole che illumina il colore viola, quello che ha invaso da una buona mezz’ora la piazza del Municipio. Davanti all’entrata della residenza di Berlusconi due blindati degli uomini dell’Arma ed alcuni militari vigilano sulla situazione e sbarrano la strada, ma nella piazza qualcuno grida al Corteo.

Gli speaker gridano dal palco, a volte anche troppo, non tutto si capisce, ma è un qualcosa che rientra nella n0rmalità di una manifestazione di protesta.  Molti gli striscioni e i cartelloni satirici (cliccare sull’icona gialla Gallery), alcuni sono molto duri, ma fotografano alla perfezione le idee dei presenti.  I cori non sono da meno; i concetti son sempre quelli : “dimettiti” “fatti processare” .

Molti i riferimenti, come era ovvio aspettarsi, alle feste di Arcore:  strappa più di un sorriso “eScortiamolo via”, ma non è l’unico su questo tono, l’argomento è infatti cavalcato da molti ed è fin troppo sfruttato, a volerla dire tutta.

Alcuni riferimenti anche alle accuse, nei confronti del Premier, di avere avuto contatti con la criminalità organizzata. A questo proposito, di recente era stato il pentito Spatuzza,  (anch’esso finito su un cartellone), a fare il nome del Cavaliere, riportando alcune frasi, a quanto pare pronunciate in sua presenza, dal boss Giuseppe Graviano.

Non c’è però solo la satira:  tra i manifestanti anche molti che hanno perso il lavoro e hanno un mutuo da pagare, figli da mantenere.  Drammi di una disoccupazione che non è solo giovanile, ma attraversa piuttosto le più svariate fasce della società, contribuendo a diffondere paura ed incertezza verso un futuro al quale si fa sempre più fatica a pensare.

Servizio a cura di Valeria Panzeri e Angelo Sanna