Carburanti alle stelle e inflazione a +2,1%. È allarme consumatori

Un gennaio caratterizzato da un’inflazione balzata al 2,1%, l’aumento più alto dal dicembre del 2008, sostenuta dall’impennata dei prezzi dei carburanti e dei prodotti alimentari.

Dai dati Istat il 2011 è iniziato con l’accelerazione del carovita, che dall’1,9% di dicembre arriva a superare la soglia di riferimento della Bce (2%).

La volata dei prezzi, in realtà, era in parte attesa, visto che lunedì scorso l’Eurostat aveva già annunciato il rialzo dell’inflazione in tutta l’Eurozona, +2,4%, come non avveniva dal novembre del 2008, confermando i timori espressi nei giorni precedenti dal governatore della Bce, Jean Claude Trichet. L’Italia si allinea completamente all’Ue-16, con l’indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’Unione europea (Ipca) che registra lo stesso aumento (+2,4%). Ed anche in questo caso si tratta di un dato che non si vedeva dal 2008.

A pesare sul dato è soprattutto l’effetto del caro-energia, con la verde che a gennaio è tornata a mettere a segno aumenti record, registrando su base annua una crescita dell’11,3% (dal +9,9% a dicembre) e del 3,5% sul mese precedente. E non sembra migliorare la prospettiva per questo mese, dato che venerdì quasi tutti i marchi hanno praticato prezzi al di sopra quota 1,5 euro al litro. Hanno accelerato, inoltre, anche i prezzi di diesel (+15,7% il tendenziale, +4% il congiunturale), gpl (+26,5% rispetto a gennaio 2010, +8% rispetto a dicembre) e gasolio da riscaldamento (+14,9% annuo, +3,3% mensile). E di fronte a misure da parte del Governo che “annullerebbero gli impegni” dallo stesso assunti precedentemente, i gestori di Faib e Fegica minacciano nuovamente scioperi, protestando innanzitutto contro la diffusione selvaggia di self service che, a loro dire, i provvedimenti legislativi in cantiere comporterebbero.

Un ruolo non secondario sui dati del carovita di gennaio è quello ricoperto dai rincari dei prodotti alimentari, con i prezzi della verdura fresca saliti dell’11,7% sull’anno precedente e del 12% in un mese: senza i cibi freschi e i beni energetici l’inflazione a gennaio sarebbe cresciuta solo dell’1,4%.

Adusbef e Federconsumatori reputano un tasso al 2,1% “un dato gravissimo”, mentre i commercianti, con Confesercenti, denunciano “la mancanza di politiche per lo sviluppo”.

Marco Notari