Egitto, esplosione gasdotto sul Sinai: sabotaggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:18

Il Cairo, 6 febbraio. Un gasdotto è esploso nel Sinai, in Egitto. La deflagrazione ha coinvolto una derivazione del condotto che attraversa l’area settentrionale della penisola egiziana, nei pressi della cittadina di el-Arish. Non si registra nessuna vittima. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha domato in breve tempo le fiamme che erano scaturite dall’esplosione e ha evitato che causasse danni maggiori al gasdotto. La conduttura saltata in aria trasportava il gas verso Giordania e Israele e, in via precauzionale, ne è stata sospesa l’erogazione. Tuttavia, non dovrebbero esserci ripercussioni per i due Paesi, poiché in caso di interruzione della fornitura, è possibile attingere ad alcune riserve di gas stanziate per ogni evenienza.

La causa dell’esplosione è attribuibile a un atto di sabotaggio, a quanto riferiscono le autorità e i media egiziani. L’attacco esplosivo sarebbe infatti stato annunciato e innescato da un messaggio apparso su un sito internet integralista che invitava “i fratelli beduini del Sinai, Eroi dell’Islam, a colpire con pugno d’acciaio per bloccare i rifornimenti agli israeliani”. Tuttavia, non si tratterebbe unicamente di un atto deliberato di colpire Israele, ma sarebbe anche un’azione di protesta contro il governo egiziano, accusato di discriminare le comunità beduine e di non rispettare le loro esigenze. Secondo i media egiziani, il clima di caos e insicurezza che regna in Egitto avrebbe facilitato la realizzazione dell’atto di sabotaggio. “Dei sabotatori hanno approfittato della situazione relativa alla sicurezza e hanno fatto esplodere il gasdotto”, ha annunciato un corrispondente televisivo egiziano.

Il dopo-Mubarak appare tutt’altro che sereno e le spaccature sembrano sempre più evidenti. La fase di transizione sarà decisiva per stabilire il futuro del Paese. L’Europa vorrebbe trasformare l’Egitto in una democrazia, mentre i vicini stati mediorientali dall’esterno e i Fratelli Musulmani dall’interno spingono affinché la nazione egiziana venga trasformata in una Repubblica Islamica.

Emanuele Ballacci

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