Fini: Il voto non mi spaventa. Alla Camera sono imparziale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:04

Il messaggio lanciato da Gianfranco Fini vuole essere forte e chiaro: nessuna paura di possibili elezioni anticipate, anzi un ritorno alle urne potrebbe essere l’unico modo per smuovere le acque, perché continuando di questo passo l’Italia non andrà da nessuna parte.

Chissà come reagirà il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, davanti alla esternazione di chi, fino a poco tempo fa, era uno dei pilastri portanti dell’attuale governo. Specialmente se il teatro di questo suddetto lancio di sfida è stato la città di Bologna. Bologna la rossa e fetale, come canta Francesco Guccini.

Il presidente della Camera, in un’intervista rilasciata a Quotidiano.net, ha cercato di chiarire tutte le posizioni proprie, e quelle del proprio partito, in merito agli ultimi temi sull’agenda politica del Paese.

Quando gli si ricorda che, nonostante la crisi economica, politica, sociale, Berlusconi si mostra sempre fiducioso e convinto nel buon lavoro della sua squadra di governo, Fini ironizza: «Se Berlusconi dice va tutto bene, madama la marchesa, prima o poi ne risponderà. Perché è chiaro che questo governo, concentrato su tutt’altro, non è in grado di affrontare i problemi del Paese».

Per Fini, le elezioni sono l’unica soluzione accettabile per questa impasse istituzionale che si trascina da mesi e qualora, invece, non si ritornasse a votare «rischiamo che questo stallo vada avanti per mesi, o anche più. Il tutto a unico detrimento della qualità della politica e della società italiana».

Il leader di Futuro e Libertà sceglie di tornare anche sull’annosa questione che lo riguarda personalmente. Lui, ex fascista, oggi accusato di fare bisboccia con l’opposizione di sinistra.

Ma l’immagine che Fini vuole dare agli avversari è quella di un politico deciso e così non esita ad archiviare l’intera faccenda come «polemiche legate a preconcetti. Per pigrizia ci si rifugia in etichette del secolo scorso, non adeguate alla politica di oggi».

Discorso simile per la presunta incoerenza che ci sarebbe tra l’esercitare il ruolo di presidente della Camera dei deputati e quello di leader politico che si oppone all’attuale maggioranza di governo.

Fini, a tal proposito, è molto deciso nel rivendicare la propria imparzialità nelle vesti di presidente di uno dei due rami del Parlamento: «Io, quando rappresento la Camera, o a maggior ragione durante i lavori parlamentari, rispetto sempre il mio ruolo istituzionale. E tengo fuori il dibattito politico. Però, in un’intervista o in una manifestazione di partito, ho il diritto-dovere di dire ciò che penso. Al pari degli altri cittadini».

Qualora ce ne fosse stato ancora il bisogno di chiarire, la sfida è lanciata.

Simone Olivelli