Gemelline: cosa ha fatto Schepp con quei 7.500 euro?

Si infittisce il mistero attorno alla scomparsa delle due gemelline di sei anni, Alessia e Livia, di cui non si ha più notizia da diversi giorni. Le indagini degli investigatori sono scattate subito dopo la notizia del suicidio del padre delle due bambine, Matthias Schepp, originario del Canada e che da novembre viveva in un sobborgo di Losanna, dopo la separazione dalla moglie.

Se non sembrano esserci dubbi sul fatto che la solitudine post divorzio sia stata all’origine dell’ultimo gesto di Schepp, gli interrogativi aumentano esponenzialmente per quanto riguarda il destino delle due bambine.

Le ricerche si sono estese fin fuori dai confini nazionali, a partire da quella Francia dove Schepp ha passato lo scorso week end insieme ad Alessia e Livia. Da Marsiglia l’uomo ha inviato un’ultima cartolina indirizzandola alla moglie, Irina Lucidi, in cui annunciava l’intenzione di abbandonare questo mondo: «Mi manchi, non ce la faccio più, ora la faccio finita», scrisse.

Ed è nella stessa città francese che l’uomo avrebbe compiuto una strana operazione bancaria, prelevando da tre sportelli Bancomat un totale di 7.500 euro. Il fatto ha subito suscitato l’attenzione degli inquirenti che hanno avviato le indagini per capire cosa ne è stato di quel denaro e se il prelievo possa essere collegato in qualche maniera alla scomparsa delle due gemelline.

Nel portafogli di Matthias Schepp, rinvenuto dopo il suicidio (l’uomo si è buttato sotto un Eurostar nei pressi di Foggia, ndr), sono stati trovati appena 100 euro. Cosa ne è stato dei restanti?

Tra i sospetti di chi indaga su quest’ennesimo caso di scomparsa di minori, c’è quello secondo cui il padre avrebbe potuto utilizzare il denaro per convincere qualcuno a prendersi cura delle due figlie.

Intanto, sono giunte le prime segnalazioni di presunti avvistamenti di Alessia e Livia, ma per ora si sono rivelate tutte dei falsi allarmi.

S. O.