Saldi flop, a pochi giorni dalla fine è -18% sul 2010

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:02

Dall’analisi di Confcommercio i saldi invernali hanno prodotto un volume d’affari da 5 miliardi di euro, che rappresenta il 15% degli incassi dell’anno, ma di gran lunga inferiore ai 6,2 miliardi previsti. Una fiammata di tre giorni, poi, come dice il presidente della Fismo, Manzoni, “L’Italia si è fermata”.

Il dato sui saldi invernali scattati il 6 gennaio in 14 regioni, infatti, segna un picco solo nei primi giorni, per poi segnare a 10 giorni dalla chiusura un -18% sul 2010 che già non era considerato un grande risultato. Non a caso è previsto una coda generalizzata dei saldi, una sorta di “saldi dei saldi”.

La Confcommercio ha rivisto al ribasso il volume d’affari dell’intero periodo, da 6,2 a circa 5 miliardi. Fismo, Federazione italiana settore moda, parla di -15/-18%, una ‘gelata’ di consumi che si è registrata in tutto il Paese, indipendentemente dalle aree geografiche e dagli steccati territoriali contraddistinti dalla distribuzione dei redditi.

A 10 giorni dalla fine dei saldi (il 16 febbraio per chi ha iniziato all’Epifania), gli italiani hanno contenuto le spese, gli esercenti si lamentano e la ripresa che si auspicava con gli sconti di stagione non s’è fatta vedere.

Per Roberto Manzoni, presidente di Fismo, “quest’anno il calo dei consumi è stato più accentuato” e “il settore moda è quello che ha registrato la maggiore sofferenza”.

Per gli operatori dal 15 al 25 gennaio “tutta l’economia italiana è stata ferma”, “a Roma come a Bologna o a Napoli non si è battuto uno scontrino”, ha aggiunto Manzoni, spiegando questo blocco con “il periodo strano che l’Italia sta vivendo, l’incertezza, la paura del futuro. C’è ancora qualche famiglia italiana che non conti un disoccupato o un cassaintegrato?”.

Per Federmoda-Confcommercio è la situazione politica “così incerta e strana” a rappresentare la causa principale della gelata dei consumi. Per il vicepresidente Roberto Polidori, “paradossalmente si registra un aumento dei risparmi”, “segno che prevale il buon senso delle famiglie che non danno fondo alle proprie disponibilità. In Germania però, dove economia e occupazione tirano, è tutt’altra musica e i saldi sono andati a gonfie vele”.

Vista la partenza anticipata di qualche regione (2 gennaio), Confcommercio ripropone la “data unica, bisogna evitare l’avvio a macchia di leopardo”, sebbene il consumatore medio, aggiunge Polidori, che è anche presidente di Federabbigliamento Roma-Lazio, “ama lo sconto, che sia in periodo di saldi o meno. Visto come è andata a dieci giorni dallo stop, chi sa scegliere riuscirà a spuntare arrotondamenti ulteriori”.

“Chi ha saputo far bene le vetrine, chi ha investito sui saldi, ne ha tratto vantaggio”, ammette Polidori, anche grazie ai confronti tra i prezzi che i cittadini fanno nel tradizionale “sales tour” prima di mettere mano al portafoglio.

Saldi flop anche negli outlet, visitati solo nei week end. “Quando piove, piove per tutti”, il commento del presidente di Federmoda.

Marco Notari

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