Tra arte e scienza: Happy Tech. Macchine dal volto umano

Vik Muniz, Vulcano Forges Cupid's Arrows, After Alessandro Tiarini - Pictures of Junk, 2006Ultima settimana al Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo, a Bologna, per “Happy Tech. Macchien dal volto umano”, la mostra cuore della manifestazione Arte e scienza in piazza. Dal 22 febbraio sarà la Triennale Bovisa di Milano la nuova sede della mostra che prova ad indagare il rapporto tra uomo e tecnologie dal punto di vista della scienza e dell’arte.

Nata all’interno della VI edizione della bolognese Scienza in piazza (quest’anno divenuta Arte e scienza in piazza), la mostra curata da Giovanni Carrada e Cristiana Perrella prova a far riflettere sul nostro rapporto con le tecnologie contemporanee, accostando la visione degli artisti di oggi con la sperimentazione mirata della tecnologia. Accanto a ciascuna opera d’arte è possibile conoscere e provare una tecnologia specifica a essa connessa, nella comparazione di due esiti diversi della medesima attività, quella tramite cui l’uomo, attraverso le sue facoltà, media con l’ambiente e se ne appropria.

In un decennio in cui la questione dello sviluppo tecnologico sembra imporsi con urgenza in tutte le sue dimensioni, da quella scientifica a quella antropologica, da quella teoretica a quella etica, la mostra consiglia allo spettatore di provare un percorso d’indagine che parte dall’arte e dai temi ad essa più facilmente connessi: «Essere umani; Conservare il passato; Creare il nuovo; Conoscere il mondo; Comunicare; Riconoscersi; Vivere meglio; Scegliere le tecnologie; Vivere insieme; Emancipare; Proteggere l’ambiente; Pensare le tecnologie; Collaborare; Reincantare il mondo; Sorridere».  L’esposizione nasce, infatti, dalla consapevolezza che «oggi il nostro rapporto con la tecnologia – soprattutto se nuova – non è sereno». Si vede alla “macchina”, per dirla con una parola di qualche decennio fa, come a qualcosa di minaccioso, non nel senso di una zotica superstizione, ma come nuova superstizione dell’uomo urbano, che teme la potenza di una tecnologia – e la parola contemporanea assume tinte più spersonalizzanti – che si fa più potente e le cui redini sembrano farsi più lunghe e rarefatte; una tecnologia che appare ostile e incontrollabile, che sembra plasmarci quotidianamente. Ecco, dunque, che la mostra, a partire dal più sereno rapporto con l’arte, indaga una Happy Tech, una tecnologia felice, una tecnologia dal “volto umano”.

Artisti in mostra: Tony Cragg; Cao Fei; Rainer Ganahl; Martino Gamper; John Godfrey; Cndida Hofer; Torsten Kirchhoff; Armin Linke; Vik Muniz; Mark Napier; Tony Oursler; Alfredo Jaar; Pipilotti Rist; Thomas Ruff; Tom Sachs; Bill Viola

[Nel video le parole di Piero Angela]

Piero Angela sulla mostra \”Happy Tech. Macchine dal volto umano\”: uomini a misura di tecnologia.

Giulia Antonini