Alessia e Livia, parla la veggente: Le gemelline sono morte

Quando a parlare sono personaggi che si presentano come sedicenti veggenti, la diffidenza è d’obbligo.

Tuttavia, se si tratta di casi avvolti nel mistero – si pensi alla vicenda di Sarah Scazzi o a quella ancora più recente di Yara Gambirasiosi finisce sempre per dare attenzione a chi sostiene di sapere qualcosa che possa portare alla soluzione dell’enigma. E in base alla premonizione, ci si lascia rinvigorire dalla speranza o si diventa ancora più inquieti.

Se però a parlare è Rosemary Laboragine, rinomata veggente di origini pugliesi, tutto diventa più serio. La donna si è spesso espressa nell’ambito di diversi gialli, andando molte volte vicino alla verità, tanto da collaborare anche con le forze dell’ordine.

La Laboragine è tornata a parlare, dicendo la propria per quanto riguarda la vicenda delle piccole Alessia e Livia, le gemelline di sei anni, scomparse da una settimana e il cui padre si è tolto la vita, lo scorso venerdì, nei pressi di Foggia.

Intervistata da Corrieredelmezzogiorno.it la veggente ha dichiarato di essere quasi certa che le bambine siano ormai morte: «Le sorelline erano in viaggio con lui, poi è stato colto da un raptus e le ha uccise. Senza utilizzare una pistola o un’arma da taglio. Non vedo sangue. Ho avuto una visione diversa», ha risposto a chi le ha chiesto di descrivere la visione che ha avuto.

La donna è sicura che il tutto sia « accaduto in Puglia» e ha aggiunto: «La mia visione è molto chiara. L’omicidio delle figlie è avvenuto nel raggio di cento chilometri dal luogo in cui ha deciso di suicidarsi. Non voleva essere lontano dalle sue bambine. Voleva punirsi e morire vicino a loro e soprattutto ha scelto di morire dove un tempo è stato felice».

Secondo Rosemary Laboragine, dunque, il suicidio del padre di Alessia e Livia, Matthias Schepp, sarebbe la diretta conseguenza dell’atroce senso di colpa che ha colto l’uomo.

Nell’intervista la bionda veggente ha invitato anche gli investigatori a ricontrollare nell’auto dell’uomo, perché è lì che si potrebbe trovare «qualcosa che apparteneva alle gemelline».

Tuttavia, qualora stessero così i fatti, non si spiegherebbe come sia possibile che l’uomo, nei giorni precedenti al suicidio, sia stato visto in Campania – a Vietri sul Mare per l’esattezza – intento a consumare una pizza. Schepp, stando a quanto dichiarato dal ristoratore che lo ha riconosciuto a posteriori, nel ristorante era da solo.

Nella foto: la veggente Rosemary Laboragine.

Simone Olivelli