Arcore, scarcerati i due manifestanti. Il giudice: Episodi non gravi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15

«Il ruolo degli arrestati non è connotato da particolare gravità».

Questa la motivazione con il giudice di Monza, Natalino Giuseppe Airò, ha disposto la scarcerazione – dopo aver convalidato l’arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale – di Giacomo Sicurello, 23 anni, figlio dell’ex candidato sindaco di Desio per l’Idv, e per Simone Cavalcanti, 21 anni, i due principali indiziati di aver creato disordini ieri ad Arcore, in occasione della manifestazione di protesta che si è svolta per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

I due ragazzi rispondendo alle domande del giudice hanno dichiarato di essere stati caricati dalla polizia che bloccava la carreggiata e che quindi, all’origine degli scontri, non vi sarebbe stata nessuna volontà preventivata di giungere ad azioni violente.

Uno dei legali dei due ragazzi, Mauro Straini, ha dichiarato: «Ciò che hanno dichiarato i ragazzi  è ciò che si vede nelle immagini registrate e da quei video non emerge alcun comportamento violento».

E sono proprio i video finiti sul web a fare più discutere, oggi. Dalle immagini si vedono i poliziotti caricare più volte un centinaio di contestatori che, staccatosi dal corteo principale, era intenzionato a raggiungere Villa San Martino, la residenza di Berlusconi. I filmati non sembrano mostrare la presenza di personaggi che rientrano nella descrizione fatta oggi dal portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, che aveva parlato di veri e propri «squadristi».

La decisione presa dal giudice di Monza farà comunque discutere, perché giunge dopo la dichiarazione del ministro degli Interni, Roberto Maroni, che si era augurato «pene esemplari».

Il ministro aveva dichiarato: «Sono fatti che vanno colpiti e continueremo a farlo: oggi c’è il processo per direttissima e spero che chi si è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare. La protesta è sempre legittima ma quando diventa atto di violenza e si lanciano sassi e bottiglie contro i poliziotti, non c’è nessuna giustificazione».

E se lo dice lui, che una volta fu condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, dopo che aveva morso il polpaccio di un agente di polizia, possiamo stare tranquilli.

Simone Olivelli

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