Assange: Berlusconi dovrebbe far corrispondere la vita pubblica a quella privata

L’Italia trema.

Non è il titolo di un remake in chiave nazionalista del film di Luchino Visconti, La terra trema, girato nel 1948, ma piuttosto potrebbe diventare presto il titolo in prima pagina di qualche quotidiano. Parola di Julian Assange.

L’ideatore del tanto discusso sito Wikileaks, che ha raccolto e pubblicato centinaia di migliaia di cablogrammi provenienti dagli anfratti del potere, è tornato a parlare dai microfoni del Tg3. In un’intervista rilasciata al telegiornale della terza rete pubblica, Assange ha avvertito che verranno resi noti altri documenti sul nostro Paese, aggiungendo: «I nuovi documenti riguardano politica, economia e casi di corruzione».

A chi gli chiedeva un parere sull’attuale stato della politica italiana, con il presidente del Consiglio impegnato a svincolarsi da situazioni torbide che lo hanno portato a essere anche indagato per prostituzione minorile e concussione, reati di cui è stato accusato all’indomani dello scandalo Ruby, Assange ha risposto: «Berlusconi, e altri in posizione di potere in Italia, dovrebbero fare attenzione a far corrispondere la propria vita privata a quella pubblica».

Risposta stizzita anche quando gli si ricorda che il nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini, lo ha definito simile a un terrorista per l’attività che porta avanti con Wikileaks e che minaccerebbe gli equilibri delle relazioni internazionali tra gli Stati: «Il ministro degli Esteri italiano non so nemmeno come si chiami».

Nel corso dell’intervista, il giornalista australiano è ritornato anche sulla questione delle pressioni ricevute dagli Stati Uniti per cercare di destabilizzare Wikileaks: «Dagli Usa sono state fatte pressioni incredibili per bloccare i finanziamenti al nostro sito, vogliono fermarci ma non ci riusciranno perché i nostri sostenitori aumentano. Continuiamo a svelare retroscena oscuri e criminali della politica e dell’economia, anche sull’Egitto abbiamo documentato gli abusi del regime di Mubarak. La stampa anglosassone usa gli aspetti personali anche minimi per attaccarmi, ma non importa».

S. O.