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Berlusconi e il giro di vite sulle intercettazioni

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La priorità del Paese? Per Silvio Berlusconi è riformare la giustizia. In collegamento telefonico con Francesco Pionati – tra i più attivi animatori del nuovo gruppo dei responsabili – il presidente del Consiglio ha rimarcato qualche giorno fa l’urgenza di procedere con alcuni progetti considerati improcrastinabili, partendo appunto dal capitolo sulla giustizia.

Inevitabile la premessa: “Ho la pelle dura – ha esordito Berlusconi – il governo va avanti. Sono 17 anni che la sinistra e i loro pm cercano di farmi fuori, ma non ci riusciranno”. E per rendere più plausibile il suo auspicio, il premier ha annunciato un giro di vite sulle intercettazioni: “Stiamo preparando quella riforma che Fini e i suoi ci bloccavano – ha spiegato al telefono con Pionati – Presenteremo presto in Parlamento una legge in cui le intercettazioni possono essere fatte solo in indagini che riguardano reati di criminalità organizzata, pedofilia, omicidio e terrorismo“.

Non è tutto: per rendere più efficiente la macchina giudiziaria, il Cavaliere ha anticipato la riapertura della discussione sul “processo breve” perché “la lunghezza dei processi – ha denunciato – è inaccettabile”. Senza considerare la “stretta” da porre alla Corte costituzionale: “Quando il Parlamento fa unalegge – ha spiegato il premier – non deve esserci più la possibilità di avere il pm che la impugna e poi la Corte costituzionale la abroga in osservanza dei desideri del pm”. Bisogna, insomma, ristabilire l’ordine.

Sul caso Ruby, poi, il presidente del Consiglio è stato telegrafico: “Il fatto non sussiste – ha detto – e sono sereno”. Quanto alla possibilità di tornare anticipatamente a votare: “Sarebbe un grande danno per il Paese – ha notato Berlusconi – perché ci sarebbe il pericolo di una caduta di governabilità proprio mentre l’Italia si trova alle prese con la collocazione di 250 miliardi di titoli di debito pubblico”.

E per rendere il congedo più gustoso, dopo aver ribadito l’infondatezza dell’impianto accusatorio messo in atto dalla Procura milanese, il premier si è esibito nell’immancabile battuta: “Devo lasciarvi – ha detto divertito agli ospiti di Pionati – Questa sera devo organizzare un bunga bunga“.

Maria Saporito

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