Bolzano non partecipa all’Unità d’Italia: “Siamo minoranza austriaca”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:44


Polemiche per i 150 anni dell’Unità d’Italia: la Provincia di Bolzano non parteciperà ai festeggiamenti.

Lo annuncia il presidente Luis Durnwalder, e le motivazioni sembrano abbastanza semplici: “Non abbiamo un grande interesse. Ci sentiamo una minoranza austriaca e non abbiamo scelto noi di far parte dell’Italia. Per la mostra di Roma non ho ricevuto nessun invito e, molto probabilmente, come giunta non parteciperemo alle celebrazioni”.

Nessuno stand da Bolzano al Vittoriano e a castel Sant’Angelo, né particolari festeggiamenti, per un territorio che “non ha scelto di essere italiano”, e si sente solo “una minoranza austriaca”.

L’invito alla manifestazione organizzata da quattro ministeri e dalla presidenza del consiglio dei ministri, che si è svolto nel 1911, in occasione del cinquantenario, e nel 1961, per il centenario, è gentilmente declinato.

Il sindaco ha dichiarato: “Per la mostra di Roma non ho ricevuto nessun invito e in giunta non ne abbiamo mai parlato. Non è che abbiamo tanto interesse per questi festeggiamenti, non partecipare non mi pare un grandissimo problema. Al contrario delle altre regioni, noi non abbiamo fatto iniziative per favorire l’unità d’Italia. Siamo una minoranza austriaca e non abbiamo scelto di far parte dello Stato italiano. Non volevamo nel 1919, non volevamo nel 1945. Poi abbiamo accettato il compromesso dell’autonomia amministrativa e normativa all’interno di questo Stato. Festeggiare? Non mi sembra il caso. Potrebbe essere interpretato male da qualcuno. Non è una questione etnica e non vogliamo offendere nessuno. Ma non credo che come giunta prenderemo parte alle celebrazioni ufficiali. Però non faremo nemmeno nulla contro i festeggiamenti. Quindi, se gli italiani vorranno prendervi parte, lo facciano pure. Di certo non ci opporremo”.

Il Trentino, che ha dato la sua adesione, aveva anche avanzato l’ipotesi di cedere a Bolzano metà del proprio stand.

La controversia si aggiunge a quella del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che aveva polemizzato su un aspetto molto più pratico legato ai festeggiamenti: “Il 17 marzo non si può perdere una giornata di lavoro che coinciderebbe con un weekend lungo”.

Carmine Della Pia