Calderoli: “Andremo da Napolitano”, il bivio della Lega

Andremo a parlare con il presidente della Repubblica ma non domani, ha ripetuto il Ministro Calderoli rispondendo su domande sul possibile incontro tra il governo e il Capo dello Stato dopo la bocciatura del federalismo municipale.
Secondo Calderoli, dopo quanto avvenuto con il decreto per il federalismo municipale, si deve porre il problema della maggioranza oltre che alla Camera e al Senato anche nelle commissioni, questo è il primo punto da correggere.
E’ stata proprio la Commissione a generare il tutto dando parere negativo.

Detto questo, per il dirigente leghista è chiaro che l’obiettivo del federalismo è prioritario rispetto all’ipotesi di voto anticipato: la Lega da trent’anni insegue il federalismo e, ragionevolmente, in un paio di mesi la riforma del federalismo fiscale avrà un suo quadro generale. Dopo trent’anni di battaglia, e di fronte a due mesi in più per portare a casa il risultato, la spinta di Bossi ad andare avanti è una scelta di buonsenso.
Il ministro cerca così di placare la rabbia del popolo leghista che non chiede altro che le elezioni anticipate, magari scaricando anche Berlusconi.

E’ proprio la Lega ora a trovarsi di fronte ad un bivio. La base è scontenta, il leader Bossi è stato addirittura accusato da molti suoi elettori di esser diventato più bugiardo di Berlusconi, prima infatti aveva minacciato le elezioni in caso di bocciatura della riforma federale, poi è tornato sui suoi passi.
Ma la Lega sa benissimo che l’elettorato non perdonerebbe mai due anni in cui si è fatto davvero ben poco, anni in cui non si è riusciti nemmeno nell’attuare il federalismo che, come ha ricordato Calderoli, la Lega cerca di ottenere da 30 anni.
Come farà poi la Lega a presentarsi in campagna elettorale parlando al popolo del bisogno di riforme?

Quindi ciò che si può fare è cercare almeno di tornare a chiedere il voto dopo aver incassato una riforma importante, c’è in gioco molta credibilità.