Cambogia e Thailandia, ancora scontri

Continuano gli scontri fra Cambogia e Thailandia. Al confine fra i due paesi, i soldati continuano a combattere: oggi il quarto giorno.
Nella zona del tempio di Preah Vihear, colpi d’arma da fuoco e bombardamenti sono gli unici rumori che sentono. Cinque i morti nel week-end e, gli abitanti dell’area sia thailandesi che cambogiani, hanno abbandonato le proprie abitazioni.

Da molto tempo Thailandia e Cambogia sono in conflitto per Preah Vihear, monumento induista sui monti Dangrek. Costruito nell’undicesimo secolo, dai primi anni cinquanta è oggetto di conflitti. Nel 1963 l’Aia giudicò la Cambogia proprietaria dello spazio. Ciò nonostante, nei decenni successivi le due nazioni, visto il malcontento thailandese, le guerre furono frequenti. Nel 2008 l’Unesco inserisce il Preah Vihear nella lista dei patrimoni dell’umanità. Evento che non ha aiutato le relazioni fra thailandesi e cambogiani, ma infierito anche sui partiti nazionali. Intanto il primo ministro della Cambogia, chiede agli Stati Uniti di prendere parte per fermare “questa reazione della Thaildandia”. “Abbiamo una politica estera ben precisa: non invadiamo gli altri paesi” risponde il portavoce del governo thailandese Panitan Wattanayagorn. Per la Cambogia si tratta di una ritorsione, per la Thailandia, questo attacco è una risposta a un’invasione. Il premier Abhisit Vejjajiva, da Bangkok spiega che c’è la volontà di una soluzione pacifica. In caso di attacco, continua, il paese risponderà.

Interviene il segretario dell’Onu Ban Ki Moon, dicendo di risolvere il conflitto con una risoluzione di dialogo fra le due nazioni.

Matteo Melani