Giorno del Ricordo: Cesena non dimentica le foibe

Si celebra domani 10 febbraio (anche) a Cesena il ‘Giorno del Ricordo’, ricorrenza che è stata istituita da una legge apposita nel 2004. Il fine dell’iniziativa è quello di “rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”

In occasione del ‘Giorno del Ricordo’ Cesena ospiterà tutta una serie di iniziative legate al tema delle foibe, e non solo. Ad organizzare il tutto ci penserà l’associazione culturale ‘Il dialogo’, in collaborazione col Circolo Culturale Ugo La Malfa e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, nonché col patrocinio del Comune della città.

Il programma della manifestazione comincia stasera alle ore 21 con la proiezione al San Biagio del film Porzus. Nella giornata di domani, presso il Palazzo del Ridotto, si terrà un incontro pubblico intitolato ‘Giorno del ricordo: perché? Dalle foibe all’esodo’ al quale parteciperà anche il professor Raoul Puppo, docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Trieste. L’incontro inizierà alle ore 21. Mercoledì 9, durante la mattina, il professore parteciperà anche ad un incontro organizzato con gli studenti delle superiori.

Infine, giovedì alle ore 10:30 il sindaco della città, Paolo Lucchi, poserà una corona all’interno del giardino che è stato consacrato alle ‘Vittime delle foibe’. Il giardino in questione si trova a San Mauro in Valle. A questa conclusiva celebrazione parteciperà anche il prefetto di Forlì-Cesena, il dottor Angelo Trovato.

La legge che ha instituito nel 2004 il ‘Giorno del Ricordo’ spiega che “la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ‘Giorno del ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero”.

Gianluca Bartalucci