Lettera Pannella, Bonino: Ho poca fiducia in Berlusconi

Continua a far discutere la lettera inviata dal leader dei Radicali, Marco Pannella, alla redazione on line del quotidiano il Corriere della Sera in cui commenta l’attuale stato di stallo della politica italiana, imbrigliata tra le inchieste giudiziarie a carico del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e una maggioranza che scricchiola.

Il quasi ottantunenne Pannella – il cui partito fu già alleato del premier nel 1994, quando Berlusconi diede vita al suo primo governo – ha dichiarato di considerare un «dovere civile aiutare anche le istituzioni disastrate e far durare la legislatura più in là possibile, se possibile fino alla fine».

Dopo che Corriere.it ha pubblicato queste parole, diversi sono stati i commenti di chi la politica la vive da dentro i palazzi del potere e di chi, invece, la segue da casa come semplice cittadino. Molti si sono chiesti se la capacità di seduzione politica di Berlusconi possa aver fatto breccia, dopo i casi Scilipoti, Siliquini, Barbareschi e Storace, anche in quel leader dei radicali che ha sempre tenuto a dare un’immagine di sé da duro e puro.

A tal proposito, con l’obiettivo di smorzare le polemiche sul nascere, è intervenuta Emma Bonino, altra esponente storica del partito radicale e attuale vice presidente del Senato.

Per la Bonino, che fu già ministro per le Politiche Europee nell’ultimo governo Prodi, le parole di Pannella non devono scandalizzare, ma tutt’al più essere contestualizzare.

Nonostante dica di capire «questa iniziativa di Marco quando dice che bisogna scommettere il pochissimo probabile contro il molto possibile», l’esponente dei Radicali confida che rispetto a Pannella  «ho meno fiducia, Berlusconi non mi pare più in grado di gestire alcunché politicamente parlando, non lo ha fatto nemmeno in periodi meno turbolenti, e non vedo perché dovrebbe farlo adesso».

S. O.