Pagelle Lazio-Chievo: Zarate incide poco, bene i difensori gialloblù


PAGELLE LAZIO-CHIEVO.

LAZIO

Muslera 6 – Unico intervento su una punizione di Pellissier e si fa trovare pronto.

Lichtsteiner 6,5 – Spinge molto sulla fascia destra. Provvidenziale un recupero su Pellissier.

Biava 6 – Molto attento.

Dias 5,5 – Un’ottima prova fino al gol di Cesar: nell’occasione ha le sue colpe, anche se forse subisce fallo.

Radu s.v. (Scaloni 5,5 – Cala nella ripresa)

Matuzalem 6,5 – Prezioso come sempre in mezzo al campo. Maglia da titolare ampiamente meritata.

Brocchi 6,5 – Tanta corsa al servizio della squadra. Alla faccia dei 35 anni suonati.

Bresciano 5,5 – Lento, sbaglia disimpegni. E il pubblico non gli dà certo una mano.

Hernanes 6,5 – Un gran gol che basta a portare a casa un punto, per il resto pochi lampi nella sua partita.

Zarate 5 – Prova qualche guizzo nel primo tempo, poi si spegne nella ripresa. Poco incisivo.

Kozak 6 – Fa reparto da solo, però contro il Chievo tira in porta soltanto una volta.

CHIEVO

Sorrentino 5,5 – Un pò in ritardo in occasione della perla di Hernanes.

Sardo 6 – Nel primo tempo si limita a mantenere la posizione, nella ripresa prova più volte l’affondo.

Cesar 7 – Limita Kozak quando il ceco gira dalle sue parti, ma soprattutto mette a segno il gol del pareggio.

Mantovani 6,5 – Anche lui tiene a bada egregiamente Kozak.

Frey 6,5 – Un paio di recuperi fondamentali.

Jokic 5,5 – Soffre un pò Lichtsteiner.

Bogliacino 6 – Unico merito della gara il corner vincente che porta al pari di Cesar.

Fernandes 6 – A centrocampo si vede poco, ma ha il gran merito di salvare un gol già fatto nel primo tempo.

Guana 5 – Gira spesso e volentieri a vuoto.

Pellissier 5,5 – Usa la sua proverbiale corsa per mettere in difficoltà la retroguardia laziale, ma Biava e Dias erigono un ottimo muro.

Moscardelli 5 – Pomeriggio da dimenticare dopo la serata da incorniciare di mercoledì contro il Napoli. Giustamente sostituito. (Thereau 5,5 – Si muove , ma non fa più di tanto per far rimpiangere Moscardelli).

Miro Santoro