Scontri Arcore, feriti sei poliziotti. Capezzone: E’ stato squadrismo

E’ di sei contusi e di un ferito alla testa – a quanto pare, appartenenti tutti alle forze dell’ordine – il bilancio degli scontri avvenuti ieri pomeriggio ad Arcore in occasione della manifestazione di protesta organizzata dal Popolo Viola, il movimento civile nato all’indomani delle iniziative di piazza come il No B. Day del 2009.

L’evento ha avuto luogo per chiedere a gran voce le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla carica di presidente del Consiglio. Per buona parte della giornata, non sono stati segnalati particolari momenti di tensione ma soltanto slogan e cori che sarcasticamente alludevano alle ultime beghe giudiziarie del premier, successive agli scandali sessuali in cui da qualche mese è coinvolto.

Poi con il passare delle ore, qualche centinaio di manifestanti ha deciso di lasciare il luogo dove la manifestazione si stava svolgendo per dirigersi verso Villa San Martino, la residenza di Berlusconi.

I contestatori hanno trovato la strada sbarrata dalle forze di polizia che hanno operato qualche carica per dissuadere i giovani dall’andare avanti. E’ stato lì che si sono accesi gli animi ed è volato qualche oggetto in direzione degli agenti. Rimane da dire che, anche in questo caso, non si trattava di terroristi ma soltanto di gente che voleva gridare il proprio dissenso. Anche dietro il portone di quella villa tanto discussa negli ultimi giorni.

All‘indomani della manifestazione, provengono dal centrodestra, come d’altronde era immaginabile, le critiche più accese.

Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, si spinge in un paragone forte: «I ‘viola’ neanche lo sanno, ma manifestazioni di questo tipo, caratterizzate da un’aggressività diretta contro la persona di un avversario o contro un soggetto sgradito, hanno un antecedente storico in alcune ‘azioni’ degli squadristi».

L’ex radicale ne ha anche per il quotidiano La Repubblica poiché colpevole a suo dire: «di pomparli. Loro (la redazione di Repubblica, ndr) sono squadristi rossi o viola, appunto».

Dure critiche anche da Fabrizio Cicchitto che considera quella di ieri la prova che esiste la volontà «di creare un’atmosfera generale, anche con manifestazioni di piazza, per radicalizzare ulteriormente lo scontro politico».

Simone Olivelli