Abusi, scontri ed oscurantismo: l’ennesimo fallimento della Tessera del Tifoso

Genoa-Milan: dal punto di vista calcistico una sfida ricca di fascino tra due squadre che hanno ampiamente superato il secolo di vita e rappresentano senz’altro un’importante fetta di storia del nostro “football”. Ma non solo.

Genoa-Milan è anche una sfida delicata sotto il punto di vista dell’ordine pubblico, lo è sempre stata e lo è ancor di più da 16 anni a questa parte. Vale a dire da quando Vincenzo Spagnolo, tifoso rossoblù, rimase ucciso durante gli scontri tra le due opposte fazioni. Da allora è passato molto tempo prima che le due squadre potessero incontrarsi di nuovo, con i Liguri sprofondati per anni negli inferi della Serie B e persino C. Da quando i Grifoni hanno fatto il loro ritorno nella serie che più gli compete i vari organi che decidono il destino dei tifosi (Osservatorio, Casms, Prefetti, Questori, Trenitalia, Autogrill etc etc) hanno fatto si che questa sfida non si fosse mai più giocata a porte aperte anzi, lo scorso anno, fu il vero e proprio preludio (nonchè il vero e proprio biglietto da visita) alla Tessera del Tifoso con i Milanisti che ne erano in possesso ma ai quali fu vietato ugualmente l’accesso a Marassi con un’imbarazzante quando terzomondista scelta di chiudere completamente lo stadio, persino al pubblico di casa. Decisione presa, in pieno stile italiano, ovviamente solo poche ore prima del fischio d’inizio.

Quest’anno si è deciso di aprire il settore ospiti genovese ai soli possessori di Tessera del Tifoso (e ricordiamo che la curva del Milan ha aderito in toto). Tuttavia, a dimostrazione che non può di certo essere una card emessa da istituti bancari sotto l’assenso della questura a porre rimedio ad una violenza che è insita nella nostra società, e non di certo solamente attorno ai nostri stadi di calcio, qualche scaramuccia tra tifosi c’è stata pur rimanendo (volontariamente?) al buio rispetto alle luci della cronaca, fatta eccezione per un servizio della durata di due minuti circa passato in tarda serata a Controcampo.

Un’interessante testimonianza dell’aria che si respirava domenica al “Luigi Ferraris” la da un tifoso rossonero con una lettera inviata al sito gestito dall’Avvocato Lorenzo Contucci www.asromaultras.org, questo il testo:

Premessa: Nelle tante cifre che il ministro e i suoi schiavi vogliono cercare di vendere alla gente ci sono le 200.000 tessere del tifoso del Milan. Tessere REGALATE, nessun documento mandato, nessun codice fiscale, nessun controllo e nessuna foto. Io l’ho ricevuta assieme all’abbonamento due stagioni fa.
Ieri: Arrivo al casello di Genova alle ore 12.00
Alle 14 siamo ancora li. Ritrovo con la gente che è arrivata in treno alle 14.30 in un piazzale in riva al mare.
Arrivo allo stadio alle ore 15.00, va beh ci si perde 10 minuti….ma qui inizia il “bello”.
A TUTTI (bambini compresi) vengono fatte togliere TUTTE le cinture e tutte le scarpe, alle 15.20 c’è ancora ressa all’entrata….
Arriva il mio turno: avevo uno zaino con uno striscione di 1 metro per 3 rossonera, vado dallo steward con lo zaino pronto per la perquisizione (vista la tensione non ho neanche polemizzato sul fatto che ho dovuto lasciar li la cintura) e mi dice di andare nell’angolo per il controllo degli zaini. Vengo aggredito verbalmente perché il mio striscione non ha l’autorizzazione, che avrei dovuto ricevere la diffida DI 5 ANNI per il solo fatto di essere partito da Milano con l’intenzione di DELINQUERE (delinquere = portare una striscione) perché sapevo che la mia BANDIERA non sarebbe potuta entrare, al che dico che la bandiera sono anni che entra in tutti gli stadi del mondo.
Non ne vogliono sapere, vengo aggredito e spintonato in un angolo circondato da 10 steward.
Mi propongono di lasciare lo zaino che l’avrei potuto ritirare a fine partita su un pullman dell’ATM (nel frattempo goal del Milan).
Mi rifiuto (e i fatti mi daranno ragione) e mi “accomodano” molto gentilmente sul piazzale fuori dallo stadio.
e intanto pareggia il Genoa….
Resterò sul piazzale dello stadio dalle 15.00 alle 19, si alle 19 quando dopo due ore e un quarto la gente ha potuto uscire dallo stadio.
Nel frattempo tutti i pullman vengono svuotati, viene fatta arrivare una camionetta dell’immondizia dove vengono buttate via le bandiere dei ragazzi che le avevano lasciate li, gli zaini vengono svuotati e le cinture di marca e più belle vengono portate via dagli steward.
Ma allora io la tessera del tifoso cosa l’ho “fatta” (vedi premessa) a fare?
Per avere gli sconti in autogrill? Dove ti rispondono: da noi non vale quella promozione.

Ben poco da aggiungere se non un piccolo inciso. Tutta questa solerzia mista ad arroganza e negligenza dove era quando una sola persona (nello specifico il signor Ivan Bogdanov) riusciva a mettere a ferro e fuoco un intero stadio senza che un solo steward o poliziotto intervenisse? Qualcuno potrebbe anche pensare (ingenuamente sia chiaro) che si è forti con i deboli e deboli con i forti.

E intanto la completa demolizione del calcio italiano e dei suoi tifosi va in scena senza intervallo.

Simone Meloni