Anche Calderoli contro il 17 marzo: “Gli uffici devono restare aperti”


Il ministro leghista Roberto Calderoli si dice contrario alla chiusura degli uffici pubblici il prossimo 17 marzo.

Il giorno indetto per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia è ancora oggetto di dibattito, dopo il forfait ai festeggiamenti da parte della Provincia di Bolzano, e dopo le critiche del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Il pensiero di Calderoli non è dissimile da quello di quest’ultima: “In un periodo di crisi come quello attuale, è meglio festeggiare lavorando piuttosto che stando a casa. La chiusura degli uffici pubblici porterebbe a danni per miliardi di euro”.

La Marcegaglia, inoltre, non proponeva di sminuire il significato della festa o delle celebrazioni, bensì invitava a crearne analoghe, ma in ambiente di lavoro o scolastico.

Varie le critiche, in testa quelle di Susanna Camusso, leader Cgil, che si dice “stupita da queste polemiche che fanno scomparire tematiche lavorative molto più importanti come la disoccupazione giovanile e la discriminazione ai danni delle donne”. Per la Camusso la festività del 17 marzo potrebbe rappresentare l’occasione per “un pò di riposo per i lavoratori e per i tanti cassaintegrati, visto che il 25 aprile cade di Pasquetta e il 1 maggio sarà domenica”.

Proprio a proposito di un giorno in meno di lavoro in prossimità di un eventuale ponte (il 17 marzo cade di giovedì), Emma Marcegaglia si era detta preoccupata.

E su tale argomenti si esprime anche Giuliano Amato, presidente del Comitato dei garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia: “Mi piacerebbe che la festa fosse celebrata da un’Italia sobria, che lavora e fa l’anniversario piuttosto che un’Italia che se ne va in vacanza. Per i ragazzi è meglio celebrare la festa a scuola piuttosto che a dormire o andare a zonzo. Diciamo la verità, sarebbe stato il primo giorno di un lungo ponte, avremmo celebrato non l’unità d’Italia ma l’unico ponte del 2011, e forse il ricordo del risorgimento sarebbe stato più blando”.

Carmine Della Pia