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Cdr Rai contro Minzolini. Falsa l’intervista a Berlusconi

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Pesanti accuse dai giornalisti Rai al tg1 di Minzolini, in particolar modo all’intervista a Berlusconi mandata in onda all’edizione delle 20,00 dello scorso 2 febbraio.
Abbiamo chiesto al direttore di spiegare come è stata realizzata l’intervista al presidente del Consiglio trasmessa il 2 febbraio. Siamo ancora in attesa di risposta. Di fronte all’indisponibilità a riceverci, riproponiamo la domanda: è vero, come ci risulta, che il premier abbia usato il gobbo? Quello che solleviamo è un problema professionale di grande rilevanza perché l’uso del gobbo implica che domande e risposte siano scritte preventivamente. Insomma si è trattato di un’intervista o di un videomessaggio?

Il riferimento è chiaro, è stato utilizzato o meno il gobbo? Significherebbe che l’intervista in realtà è stata solo un videomessaggio, dove il giornalista ha poi inserito le domande in base a ciò che diceva il premier.
Ciò spiegherebbe la totale assenza di domande sulle ultime vicende del caso Ruby, la richiesta di rinvio a giudizio per il premier.
Spiegherebbe invece la facilità delle domande tipo Presidente, negli ultimi due anni l’Italia ha tenuto alto l’argine della stabilità dei conti, come hanno riconosciuto l’Europa e il Fondo monetario: è il momento di tornare a crescere, in che modo?
 
Due prove sono descritte dal Fatto Quotidiano a sostegno della tesi del gobbo:
la telecamera non inquadra mai Renzulli e Berlusconi insieme, non poteva perché sarebbe spuntato il gobbo; Renzulli durante le domande aveva il fiatone perché doveva rispettare i tempi dettati dall’illustre interlocutore che, in quel momento, aveva già abbandonato il set di Palazzo Chigi.

Anche Pardi va all’attacco. Ora Minzolini dovrà rispondere alle domande (vere) del Cdr per capire se il Tg1 s’è prestato davvero a un comizio elettorale davanti a oltre 6 milioni di telespettatori. Dice il senatore Pancho Pardi, capogruppo dell’Idv in Commissione di Vigilanza: Minzolini risponda al cdr del Tg1 e spieghi come è stata realizzata l’imbarazzante ‘non intervista’ a Berlusconi trasmessa il 2 febbraio. Lo deve ai giornalisti del Tg1 ma soprattutto agli abbonati Rai, già abbondantemente mortificati in questi anni dalla sua inqualificabile direzione.

Si spera che le risposte di smentita da parte del Tg1, e da parte del suo direttore Minzolini, arrivino presto, in modo da poter far capire a chi paga il canone se l’intervista è stata reale o si è trattato di un comizio elettorale mascherato con domande.
L’unica risposta per ora arriva dai telespettatori, che da quando Minzolini è direttore, non fanno altro che scappare.

Matteo Oliviero

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