La Minetti assediata e difesa in Consiglio

Nei giorni del blitz informativo, con il Paese tenuto sotto scacco da un premier che si ostina a mantenere il suo incarico nonostante le pesanti accuse piovutegli addosso, capita che a fare notizia sia anche il ritorno di Nicole Minetti al Consiglio regionale della Lombardia.

L’ex igienista dentale del Cavaliere ha fatto ritorno oggi al Pirellone dopo una settimana di assenza e il suo arrivo ha, ovviamente, suscitato grande interesse. I cronisti assiepati nei corridoi hanno atteso che la bella Nicole (entrata furbescamente da un ingresso secondario) uscisse per andare in bagno per circondarla e tempestarla di domande.

Una valanga di interrogativi sul caso Ruby e non solo alla quale la consigliera lombarda ha deciso di rispondere con un ‘no comment‘. Ma a rompere il silenzio è stato un altro consigliere, il vicepresidente del Pdl Franco Nicoli Cristiani, che di fronte all’assedio giornalistico è andato su tutte le furie: “Via di qua, vi ordino di sgomberare lo spazio – ha tuonato all’indirizzo di cronisti e fotografi – Se andate avanti così, prendete le mie sberle. Imparate a rispettare i diritti della gente, se non vuole parlare non parla”.

Una difesa d’ufficio della bella collega che, grazie al suo aiuto e a quello dei commessi, è riuscita a fare ritorno all’interno dell’aula. E a riconoscere che la situazione nel Pirellone sia diventata ingestibile dopo lo scoppio del Rubygate che ha mandato in orbita la “popolarità” della Minetti è stato anche un altro consigliere regionale, Davide Boni. “La ressa di giornalisti, cameraman e fotografi che accompagna le apparizioni della Minetti – ha detto – sta diventando di difficile gestione“.

“Tutto questo non è più sopportabile dall’aula – ha continuato – ognuno fa il suo lavoro, e quindi va rispettato, ma non è possibile che io non possa far muovere un consigliere regionale all’interno dell’istituzione. Verranno date indicazioni al più presto – ha precisato Boni – perché consiglieri e giornalisti possano continuare a fare il loro lavoro durante i lavori del Consiglio senza però creare tensioni e caos”.

Maria Saporito