Pakistan, arrestato funzionario Usa: crisi diplomatica

Washington, 8 febbraio. Tensione alle stelle e un’imminente crisi diplomatica tra Pakistan e Stati Uniti. Il diplomatico Raymond Allen Davis, 36 anni, reo confesso di un duplice omicidio a Lahore, è stato arrestato dalle autorità pakistane. L’amministrazione statunitense ha chiesto invano l’immediato rilascio dell’uomo per immunità diplomatica, che tuttavia è stato forzatamente trattenuto in carcere. Il rifiuto di Islamabad ha fatto infuriare gli Usa, che hanno così deciso di interrompere ogni dialogo con il Pakistan, paese-chiave per gli americani nella lotta al terrorismo.

La crisi diplomatica è già aperta. Le autorità pakistane riferiscono che Hillary Clinton, segretario di Stato Usa, avrebbe già disdetto l’incontro con il segretario di Stato pakistano Shah Mehmood Qureshi, presso la conferenza di Monaco, per manifestare il suo dissenso. Anche la Casa Bianca si sarebbe data da fare, convocando ripetutamente Husain Haqqani, ambasciatore pakistano a Washington, per avanzare una protesta ufficiale. Altri tre importanti eventi diplomatici tra i due paesi sarebbero in forte rischio: la visita del presidente pakistano Asif Ali Zardari a Washington, i dialoghi strategici per il terrorismo e le dichiarazioni di aiuto per la missione statunitense in Afganistan.

La dinamica degli omicidi e dell’arresto di Davis sarebbe tuttavia piena di ombre. Il diplomatico, affiancato da due uomini in moto mentre guidava la sua auto, avrebbe impugnato la pistola e fatto fuoco, pensando fosse una rapina. In realtà, il governo pakistano ha riferito che i due motociclisti erano poliziotti e avevano il dovere di pedinare il funzionario Usa. Numerosi passanti sarebbero accorsi dopo aver assistito alla scena, compresi tre americani che, credendo all’ipotesi della rapina, avrebbero fatto fuoco uccidendo anche un pedone. Le autorità pakistane hanno arrestato i tre uomini e li hanno inseriti nella lista nera, ovvero tra coloro che non possono lasciare il Paese.

Nella serata odierna, il governo americano ha smentito l’esistenza di un caso diplomatico, affermando che tale vicenda “non comprometterà le relazioni”. Tuttavia la questione è tutt’altro che risolta. Gli Usa hanno denunciato una “gravissima violazione del diritto internazionale”, poiché l’omicidio dei due motociclisti da parte di David è avvenuto per autodifesa, perciò deve essere protetto da immunità diplomatica.  Il Pakistan, dal canto suo, ha affermato che gli accertamenti sono in corso. La Corte di Lahore, che possiede la giurisdizione sul caso, ha invece dichiarato che Davis rimarrà in carcere altri otto giorni.

Emanuele Ballacci