Ruby, Famiglia Cristiana: “A Berlusconi tutto è permesso”

”Nella vicenda della minorenne Ruby, marocchina che si tentò di far passare per nipote del presidente egiziano, risalta la personalità di un politico che, forse, ha sbagliato secolo, immaginandosi simile ai signori rinascimentali ai quali tutto era permesso, grazie all’assenza di un’opinione pubblica informata e all’acquiescenza delle gerarchie circostanti”. Il settimanale ‘Famiglia Cristiana‘ torna ad attaccare il presidente del Consiglio in merito all’ormai ben noto scandalo Ruby. E arriva addirittura a chiedersi, davanti al silenzio dei cattolici, ”se la Chiesa ha sbagliato qualcosa nell’educare i suoi fedeli”.

”In due giorni della scorsa settimana, l’Italia – si legge nell’editoriale di Beppe Del Colle – ha offerto a sé stessa la doppia immagine che la caratterizza in questi anni di crisi. Da una parte, una politica stretta intorno alla presenza di una sola persona, fino a un devastante conflitto fra le istituzioni; dall’altra, una societaà alle prese con modi relativamente nuovi di concepire le relazioni industriali, in cui il lavoro rischia di perdere il rilievo fondante datogli dall’articolo 1 della Costituzione, davanti alla dimensione globalizzata dell’operare umano, così differenziato di continente in continente, e di Paese in Paese”.

”Alla prima immagine – sostiene ‘Famiglia Cristiana’ – si riferiscono la sentenza della Corte costituzionale a proposito della legge sul legittimo impedimento per le più alte cariche dello Stato a presentarsi ai processi penali in cui sono imputate: una sentenza che ha dimezzato le possibilità offerte da quella legge, riaffidando ai giudici il compito di vagliare se un impedimento proposto dalla difesa sia o no giustificato, nel rispetto dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla giustizia; e, il giorno dopo, la richiesta della Procura di Milano di un giudizio immediato contro Berlusconi per due ipotesi di reato: atti sessuali con una minorenne in cambio di denaro o di altra utilità economica, e concussione nei confronti di funzionari di Polizia impegnati, il 27 maggio 2010, a identificare la predetta minorenne denunciata per furto da una conoscente”.

”Per quanto riguarda la seconda immagine dell’Italia di oggi – prosegue il settimanale cattolico – il referendum di Mirafiori ha detto quello che doveva dire: un sì misurato al contratto firmato dai sindacati, esclusa la Fiom, che limita alcuni diritti di operai e impiegati su orari, turni, straordinari, assenze per malattia, rappresentanze sindacali, in cambio di un progetto-promessa di futuri vantaggi grazie a una maggiore produttività”. ”Quel voto – conclude Del Colle – è stato un atto di coraggio che non ha tolto dignità alla parte di poco sconfitta e, come ha detto il nuovo arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, ‘ha posto in risalto che investire sulle persone e sul futuro del nostro territorio offre a tutti gli imprenditori nuove e concrete opportunità’. Un augurio (e un impegno per tutti) non da poco”.

Dura la replica dal Pdl, che proprio non ci sta a subire inerme l’ennesima frecciata giunta da ‘Famiglia Cristiana’.

”La veemenza degli attacchi portati da Famiglia Cristiana al presidente del Consiglio – dichiara il vicepresidente dei deputati del PdL, Osvaldo Napoli – non sorprende più e neanche dovrebbe più fare notizia. Il settimanale rappresenta umori minoritari nel mondo cattolico e la sua linea editoriale ne fa sempre più spesso un riferimento per le opposizioni di centrosinistra. Il problema di Famiglia cristiana è la mancanza della pietas evangelica. La Chisa combatte il peccato ma spalanca le porte al peccatore. E’ la forza della fede cristiana che ha fatto della Chiesa un baluardo contro la precarietà dei tempi e contro il relativismo dilagante”, spiega il vicepresidente dei deputati pidiellini.

”A Famiglia cristiana che si sorprende dello scandalo dei laici e dei non credenti per la vicenda Ruby – conclude Napoli – voglio chiedere io: quanti sono gli ipocriti fra gli scandalizzati e quanti i sinceri cristiani fra gli indulgenti per le debolezze umane?”.

Raffaele Emiliano