Un vaccino universale contro l’influenza

Un vaccino universale per ogni ceppo influenzale.

All’Università di Oxford un team di scienziati guidato da Sarah Gilbert del Jenner Institute sembra aver verificato l’efficacia di un vaccino anti-influenzale universale che potrebbe debellare qualsiasi variante del virus che, ogni anno, causa l’influenza per milioni di persone.

Lo studio per ora ha riguardato un ristretto numero di persone e le autorità sanitarie non possono ancora autorizzare l’utilizzo di questo vaccino antinfluenzale finché non sarà testato su un campione più ampio di individui.

Il test, con esiti positivi, ha riguardato, infatti, solo 22 volontari, 11 vaccinati dalla stessa dottoressa Gilbert, e contagiati poi con il ceppo del Wisconsin del virus influenzale H3N2, isolato per la prima volta nel 2005, ed altri 11 volontari non vaccinati e ugualmente contagiati.

Tutti i volontari sono stati osservati due volte al giorno, per valutare la frequenza e l’entità di colpi di tosse, mal di gola e muco prodotto. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti: il vaccino ha funzionato su tutti  gli 11 volontari a cui era stato somministrato, i quali hanno mostrato un maggior livello di attivazione dei linfociti T.

Il nuovo vaccino, per la prima volta testato sugli uomini, attacca, in realtà una parte diversa del virus rispetto ai tradizionali vaccini, evitando così di dover riformulare quello stagionale ogni anno, come accade attualmente con tutti i costi che ciò comporta. Esso, infatti, colpisce le proteine all’interno del virus, comuni ad ogni ceppo, invece di quelle posizionate sull’involucro esterno del virus stesso, soggette a mutazioni che costringono a modificare il vaccino ogni anno o più volte durante lo stesso anno.

Usato ad ampio raggio, un vaccino del genere sarebbe in grado di prevenire le pandemie ormai sempre più frequenti e comportare risparmi di tempo e investimenti senza precedenti in campo sanitario.

Marco Notari