Ballarò, temi caldi per una stuzzicante puntata

Destino vuole che Ballarò vada in onda la sera prima del tanto pubblicizzato piano del Governo per rilanciare l’economia. Un fatto visto dalla maggioranza come il vero punto di svolta per noi, popolo italiano sofferente e povero, mentre l’opposizione cataloga tutto ciò come l’ennesimo spot in stile campagna elettorale studiato solo per togliere attenzione dai fatti davvero importanti. E forse per questo che Giovanni Floris, vestito di giacca e sorriso, decide di ritornare a parlare sui temi davvero caldi, spaziando dallo scandalo Berlusconi, al Piano per il Sud, alle liberalizzazioni con persino un veloce e frettoloso accenno al Federalismo desiderato dalla Lega Nord. Un piatto altamente gustoso quindi, terreno fertile ove far nascere discussione accese tra i presenti in studio.

Tutto è partito col ministro Sacconi, puntualmente stizzito dalla copertina di Crozza e dai vari servizi mandati in onda. Accuse più o meno decise alla trasmissione, lasciate correre dal presentatore ma non da Enrico Letta, vice-segretario del PD, sicuro ed attento nel rispondere ogni qual volta ne aveva l’occasione. Forse stasera Floris ha voluto per davvero stuzzicare i giochi e le parti politiche, cercando con sottile piacere la discussione utilizzando il più delle volte quesiti scomodi ed inaspettati, divini nel tenere viva la tensione. E poi arriva Nando Pagnoncelli che sul maxi-schermo mostra delle statistiche curiose, come il 61% delle persone che vorrebbero le dimissioni del premier. Arriva la contro-offensiva di Sacconi aiutato dalla leghista Carolina Lussana, inviperiti più che mai e in assoluto disaccordo con quanto visto o sentito. Non ci si annoia per niente, bensì si vuole vedere come andrà a finirà e soprattutto dove si arriverà. Non vi è nessun particolare scontro, ma molte volte il discorso arriva in dei punti delicati e cruciali che svelano una realtà conosciuta ma assolutamente lontana da concetti come giustizia o uguaglianza.

Raro l’imbarazzo nato con il tema “Berlusconi e processi”, capace di dare risalto al tentativo del governo di portate le beghe giudiziarie di Silvio al tribunali dei ministri, composto da deputati di centro-destra che fedelmente faranno in modo di non aver nessun processo e tanto meno pena. Oppure la questione para-farmacie, denominate da Epifani:Cose fuori normalità” con il disprezzo di opposizione e soprattutto di un pubblico molte volte partecipe ed attivo. Una bella serata che termina con troppa fretta, visti i tempi ristrettivi della televisione, ma che ha fatto pensare e ha dato anche delle risposte stranamente non sottovoce o nascoste come al solito. Un clima già teso per conto suo, una scaletta studiata per scovare i punti deboli e tanta voglia di creare discussioni. Questi i giusti ingredienti capaci di dare un senso a tante parole e progetti che troppe volte stancano oppure vengono subito collocate nel dimenticatoio. Qualcosa di stasera è rimasto ed ognuno si può fare una proprio idea. Magari capendo gli errori commessi.    

Riccardo Cangini