Berlusconi al contrattacco: Farò causa allo Stato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:03

Se la politica di oggi è un teatrino dell’orrido, con gli spettatori che rimangono eternamente nell’attesa di decidere se ridere a crepapelle o lasciarsi andare allo sgomento, sembra esserci chi, in quest’opera mal riuscita, a gran voce reclama il ruolo di protagonista.

L’inizio del 2011 – ma a pensarci bene anche la fine del 2010, e così via si potrebbe andare a ritroso per quasi venticinque anni di storia – ha visto Silvio Berlusconi al centro di veementi polemiche con annesse inchieste giudiziarie a suo carico.

La Procura di Milano lo ha accusato di prostituzione minorile e concussione, senza dimenticare la riapertura del processo Mills con l’accusa di corruzione. In questi giorni, a Napoli, si indaga su intercettazioni che lo riguarderebbero indirettamente.

Ma non siamo qui a voler ricordare tutti i sospetti, più o meno fondati, a carico del premier: Berlusconi ha settantatré anni e il nostro è solo un giornale on line, non un romanzo d’appendice. E qualora non bastasse, è stato anche dimostrato che le letture troppo lunghe sono poco compatibili con la realtà del web.

Quello di cui qui vogliamo parlare è la strenua difesa dell’uomo Silvio Berlusconi, ancor prima che del politico più discusso degli ultimi sedici anni.

Nonostante si vociferi che le sue case siano popolate periodicamente da ragazze quasi vestite, da saltimbachi e menestrelli infaticabili nel rinnovarne il sorriso, da bunga bunga e sostanze non si sa se illegali ma che di certo stupefare fanno, c’è anche chi guarda al settantatreenne Silvio da Arcore come una persona fondamentalmente sola.

Una come tante, afflitta dal tempo che scorre – ancor più velocemente se si tratta di giungere prima possibile a una prescrizione – inarrestabile, un uomo comunque vittima dei cicli della vita, il cui divenire non si fa imbrigliare da un trapianto di capelli, un lifting o dal sesso a pagamento.

E probabilmente, le cose stanno davvero così.

Ed è per questo che non possiamo non esprimere la nostra solidarietà per chi è sbattuto – in una sorta di contrappasso dantesco – a destra e a manca, tra pentiti di mafia che lo nominano, donne a ore dalle indubbie malizie, minorenni sosia della nipote del presidente egiziano e chi più ne ha, più ne metta.

Ma per fortuna Berlusconi non ha perso la forza ed è così che oggi ha comunicato che farà causa allo Stato. Sì, proprio così.

In una conferenza stampa a Palazzo Chigi ha detto: «Su questa cosa dei processi, posso solo dire che sono una farsa, con la sola finalità della diffamazione mediatica. Quest’inchiesta è una vergogna e uno schifo, qualcuno pagherà. Intenterò una causa contro lo Stato».

Per favore, abbassate il sipario.

Simone Olivelli