Costituzione, modifiche articolo 41: benestare dal Consiglio dei Ministri

La modifica dell’articolo 41 della Costituzione s’ha da fare. O almeno questo è la posizione del Consiglio dei Ministri del nostro governo.

Il premier Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi, ha dichiarato: «L’iniziativa economia è libera, ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge».

Per il primo ministro le modifiche pensate per articoli 41, 97 e 118, comma quarto, della Carta sulla libertà di impresa e al decreto legislativo sugli incentivi fiscali alle imprese, sono doverose e coerenti con «la nuova fase del lavoro del governo: tutta tesa a provvedimenti per il rilancio dell’economia, della crescita e dello sviluppo. Non è solo un fatto italiano, ma di tutta l’Unione europea».

Berlusconi a margine dell’incontro con i giornalisti ha tenuto anche a ribadire che il nostro Paese è «il terzo contributore dell’Europa, e siamo al secondo posto quanto a solidità del sistema economico».

Le proposte provenienti dal Consiglio dei Ministri hanno però già trovato numerose critiche tra i politici dell’opposizione, ma anche tra chi segue la politica e l’economia per passione.

Su Facebook è stato, addirittura, inaugurato un gruppo dal nome “In difesa dell’Articolo 41 della Costituzione“.

Gli ideatori ricordano che l’articolo 41 recita: «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».

Secondo i critici, l’intento del presidente del Consiglio di dare una svolta liberista all’economia va a scontrarsi con il principio secondo cui «la collettività ha il diritto di regolare, ove necessario, le iniziative economiche».

Nella foto: una vignetta di Pillinini

Simone Olivelli