Intercettazioni, Tommasi: Berlusconi mi perseguita, devo scappare

Gli sviluppi delle indagini, avviate pochi giorni fa dalla Procura di Napoli, sui rapporti che intercorrono tra personaggi del potere, ragazze disposte a qualsiasi cosa pur di ricevere in cambio la gloria e la malavita organizzata, stanno facendo emergere dettagli degni di un girone infernale.

Nel filone campano dell’inchiesta “RubyGate“, in cui è indagato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per i reati di prostituzione minorile e concussione, i pm Antonio Ardituro e Marco Del Gaudio si stanno avvalendo di numerosi intercettazioni telefoniche.

Al centro delle attenzioni dei magistrati, Sara Tommasi, la soubrette che ha partecipato qualche anno fa anche a un’edizione de L’isola dei famosi”.

Dalle telefonate e dai messaggi inviati dalla procace ragazza di Narni si delineano i tratti di una vita vissuta alla mercé del potere: numerosi incontri con personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e qualche frequentazione con personaggi oscuri come quel Vincenzo Saiello, conosciuto dai più col nome di Bartolo, che avrebbe gestito l’aspetto organizzativo degli appuntamenti a cui ha preso parte la Tommasi, ricavandone ogni volta un guadagno di 1.500 euro.

Alla ex naufraga della tv, il ruolo sembra calzare anche nella vita reale.

In una telefonata del 18 gennaio scorso, Sara parla con la madre e fa capire che non riesce più a reggere la situazione in cui si è trovata invischiata, facendo esplicitamente riferimento alla figura di Silvio Berlusconi: «Mamma sono in taxi sto a Milano… sono venuta sopra per non fare un cazzo alla fine. Sono venuta per due appuntamenti ma poi alla fine non sono serviti a a un cazzo.. e basta. ora sto qua a rompermi i coglioni.. con la gente che mi droga a destra e sinistra.. guarda ua cosa.. non so più dove scappare… non so più dove scappare.. guarda (e Sara scoppia a piangere scrivono gli inquirenti) sono perseguitata… da Berlusconi e da tutti.. non so dove mettere le mani..».

Tra le trascrizioni agli atti dei magistrati vi è anche quella di una telefonata in cui Saiello, stupito, racconta a un amico un aneddoto: parla dello sconcerto nell’aver visto in un attimo saltare un appuntamento, a cui avrebbe dovuto partecipare la Tommasi e che era già stato ampiamente programmato precedentemente, perché nel frattempo qualcuno si è messo di mezzo. Un uomo importante che ha la precedenza su tutti gli altri.

Saiello dice: «In vita mia non mi è mai capitata una cosa del genere. Mentre stiamo aspettando ci ha mandato un messaggio. “Adesso scendo”. È arrivata due macchine con le guardie del corpo di Berlusconi. Se la sono venuta a prendere a questa e se la sono portata. Guarda, è una cosa incredibile».

Nell’inchiesta, in cui la Tommasi non risulta indagata, potrebbero essere coinvolte – o comunque di certo saranno vagliate le loro posizioni – anche personaggi del calibro di Fabrizio Corona e Lele Mora. Quest’ultimo, secondo la soubrette, userebbe drogare le ragazze per far in modo da renderle più propense a soddisfare i desideri di chi comanda.

Simone Olivelli