Lo sfogo di Miccoli: “Domenica non ho chiesto io di uscire”

Fabrizio Miccoli ha deciso quest’oggi di rispondere alle diverse voci che da domenica pomeriggio commentano (a volte anche in maniera impropria) il comportamento successivo alla rete realizzata a Lecce contro la sua squadra del cuore: testa basta e sguardo perso nel vuoto, troppo forte l’idea (per un salentino doc come lui) di aver contribuito alla debacle dei giallorossi. Lo deve aver capito anche Delio Rossi che al termine della ripresa lo ha infatti sostituito con Hernandez (autore peraltro di un’ottima prestazione condita da un gol).

La cosa non è passata sottobanco e molti organi di comunicazione ne hanno quasi fatto un caso nazionale. L’ex Benfica ha deciso così di rispondere, e lo ha fatto in maniera chiara e decisa: “Mi ero ripromesso di non fare più degli interventi, me ne ho sentite tante e voglio parlare adesso. Per prima cosa se si sono create situazioni particolari ogni volta che si gioca con il Lecce è solo colpa mia. In ogni mio intervento fatto ho sempre sottolineato il mio attaccamento alla mia terra e forse ho sbagliato a esternarlo. Forse ho sbagliato a dire pubblicamente quello che sento dentro e non lo farò più. La responsabilità e mia e da oggi non parlerò più di Lecce” .

Parole dure alle quali va aggiunta anche un’indiscrezione circa un incontro con l’attuale allenatore del Lecce De Canio che domenica nel pre-partita aveva parlato di una promessa non mantenuta da parte di Miccoli: “A giugno sono andato a trovare De Canio e mi è stato chiesto di andare da Zamparini e dire che volevo andare al Lecce in prestito. Per me il presidente è come un padre, lui è l’unico che mi ha dato fiducia e non lo avrei mai fatto. L’unica promessa non mantenuta è stata con la squadra inglese, mi avevano chiesto di dettare le mie condizioni e io l’ho fatto. Loro le hanno avallate tutte, ma pensavo sinceramente che mi dicessero di no“.

Tradito, è la parola che usa il giocatore per fare riferimento al rapporto con la società pugliese: “Non mi sento tradito dai tifosi che mi hanno fischiato, perché tra l’altro so che i veri tifosi leccesi hanno il massimo rispetto per il Palermo. Mi sento tradito dalla società Lecce e da oggi non voglio più sentirne parlare. Mi ha deluso molto anche De Canio per le sue dichiarazioni nel pre partita, magari scherzava, ma le sue dichiarazione potevano essere fraintese. Se il Lecce voleva, poteva prendermi prima che andassi in Portogallo, ma non l’ha fatto. Miccoli non ha mai promesso niente a nessuno”.

A questo punto sembra molto difficile anche un suo arrivo in maglia leccese nel finale di carriera: “Giocare a Lecce? Forse è meglio se non vada mai a giocare là dopo tutto quello che è successo. È facile parlare di promesse non mantenute, ma la gente può trarre conclusioni errate. Se mi avessero veramente voluto avrebbero potuto fare un offerta al Palermo”.

Miccoli ha infine commentato il momento del Palermo e gli obiettivi da perseguire in questa stagione: “Di squadra potremo stabilirli tra 4 o 5 partite. Dal punto di vista personale sono a 48 gol e il prossimo obiettivo è quota 50. Entro l’anno ne vorrei fare 55, ma c’è tempo e tutto è possibile”.

Simone Meloni