Mafia, Ingroia: Possibili nuove stragi. Cicchitto: Parla a vanvera

A poco meno di vent’anni di distanza, il pericolo di nuove stragi compiute da Cosa Nostra potrebbe essere dietro l’angolo.

Lo ha reso noto, negli scorsi giorni, il magistrato palermitano Antonio Ingroia, intervenendo alla trasmissione radiofonica Sottotiro, andata in onda su Radio24.

Il procuratore aggiunto, nuovo simbolo della lotta alla mafia, nonché detentore della titolarità delle inchieste su Cosa nostra, ha dichiarato: «Matteo Messina Denaro potrebbe essere tentato da un nuovo progetto stragista».

Per Ingroia, le possibilità che in un prossimo futuro la mafia possa decidere di ritornare alla fase armata, che ha caratterizzato il periodo a cavallo tra gli anni ottanta e novanta dello scorso secolo, sarebbero aumentate per via della situazione politica in cui versa il nostro Paese negli ultimi mesi: «Non voglio fare la cassandra ma siamo in una fase molto delicata, di difficoltà politico-istituzionale, alla vigilia di quella che può essere una terza repubblica ed è questo il momento in cui in genere il potere mafioso cerca di fare sentire la sua voce ed incidere in qualche modo».

Le esternazioni del magistrato siciliano non hanno suscitato soltanto clamore e ansia, per aver riportato all’attualità il ricordo di quelle tragedie mai dimenticate, ma anche aspre critiche di cui si è fatto portavoce l’esponente del Pdl, Fabrizio Cicchitto: «Il dottor Ingroia non è Giambattista Vico e quindi ho forti dubbi sulla sua complessiva filosofia della storia. Siccome, però, il dottor Ingroia è un magistrato inquirente di grande rilievo che non dovrebbe parlare a vanvera, e fare previsioni a tempo perso come se stesse al bar, allora le sue dichiarazioni sulle possibili intenzioni stragiste di Matteo Messina Denaro sono meritevoli di approfondimento e di chiarimenti da parte sua».

Nel frattempo, tra i commentatori, c’è chi ricorda gli allarmi che più di venti anni fa lanciarono, inutilmente, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e si chiede se non sia giunto il momento di imparare dal passato.

Simone Olivelli